Unione Sovietica Europea – MN #345

In questo video, vi propongo un intervento di Richard Werner, professore di economia e rettore della facoltà di International Banking presso l’Università di Southampton. In precedenza, ha lavorato come assistente professore di economia presso l’Università Sophia di Tokyo e ha trascorso oltre un decennio in Asia, dove ha collaborato con la Banca Centrale del Giappone e il Ministero delle Finanze giapponese e un importante gestore di fondi privati. Il suo libro “Principles of the Yen”, pubblicato nel 2003, spiega gran parte di ciò che è accaduto a livello politico ed economico negli ultimi 50 anni e che ci è stato tenuto nascosto.

Werner è anche l’inventore del quantitative easing, l’allentamento quantitativo utilizzato da tutte le principali banche centrali, tra cui la Banca Centrale Europea e la Federal Reserve, durante le grandi crisi del 2008-2012 e successivamente. Werner non è un economista qualsiasi: è colui che ha inventato un sistema grazie al quale le banche centrali sono riuscite a evitare il crollo e a guadagnare un altro decennio di sopravvivenza, attraverso il meccanismo del quantitative easing, che lui stesso descrive come abusato. In ogni caso, Werner cerca di spiegare alle persone comuni come funziona l’economia e come operano le banche centrali. In questo video particolare, Werner parla soprattutto del caso della Germania, ma naturalmente la situazione tedesca si estende all’intera zona euro, quindi direi che è molto importante. Tra l’altro, ci dice che il caso a favore dell’indipendenza della BCE è stato presentato nel trattato di Maastricht del 1992, che descriveva il ruolo della BCE dichiarandola totalmente indipendente da qualsiasi governo e non responsabile nei confronti di nessun parlamento per le sue azioni.

Vi ricordo che la BCE è entrata in funzione il 1° gennaio 1999 ed è considerata la banca centrale più indipendente al mondo, proprio perché non deve rendere conto a nessuno. Questo fattore è importante, perché quando nel 2001 l’economia tedesca ha iniziato a rallentare in modo evidente, i politici tedeschi volevano stimolare l’economia, quindi investire per rilanciarla, e lo stesso volevano fare i membri della Bundesbank, la banca centrale tedesca, ma si sono resi conto di non poterlo fare, perché di fatto non avevano strumenti utili né dal punto di vista politico né da quello fiscale, essendo legati ai vari patti incrociati con gli altri paesi, e non potevano neanche fare manovre monetarie, perché la politica monetaria era sotto il controllo della Banca Centrale Europea.

In questo modo, la Germania è rimasta congelata e oggi vediamo i risultati: l’Europa nel suo complesso, con la Germania in testa, perché è l’economia chiaramente più importante nell’area euro, è rimasta indietro sia in termini di sviluppo tecnologico, sia in termini di capacità produttive, sia in termini di economia nel suo complesso. Quindi, la situazione economica europea non è un problema temporaneo o di questo particolare periodo storico, ma risale a circa 25 anni fa, quando sono state prese delle decisioni che hanno di fatto compromesso lo sviluppo dell’area euro e lo sviluppo dell’economia tedesca. Queste decisioni sono principalmente imputabili alla Banca Centrale Europea. Una cosa che ha sorpreso molti osservatori economici dell’epoca è stata la disponibilità dei tedeschi ad abbandonare il Marco, una valuta che è sempre stata importante, addirittura più forte del dollaro in diversi periodi, e che è considerata la seconda valuta mondiale per livello di rispetto e qualità, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dalla Bundesbank.

I tedeschi, in particolare, avevano un legame molto stretto con il marco, ritenendolo un elemento importantissimo della loro economia, quindi è strano che la Germania abbia deciso di entrare nell’euro, che la vincola ai problemi di tanti altri paesi, a cominciare dalla Francia, e la costringe a seguire politiche che si sono rivelate perdenti. Eppure, molti economisti delle principali banche tedesche erano ben consapevoli di tutto ciò, ma all’epoca, stiamo parlando della fine degli anni ’90, non gli fu permesso di esprimere la loro opinione, anzi, i consigli di amministrazione delle varie banche proibirono loro di fare commenti negativi e imposero loro di fare solo commenti positivi. Così siamo arrivati all’euro e alla sua zona, con tutti i problemi che oggi ci ritroviamo e da cui non c’è via d’uscita, nel senso che il sistema è stato concepito male, come ho detto in altri video. È un sistema gestito da una banca centrale che non risponde a nessuno e che, di conseguenza, porta avanti delle politiche completamente scollegate dalla realtà e che, in realtà, sono al servizio di altre entità che vogliono avere il controllo dell’Europa.

Nel video si parla del villaggio Potemkin, una storia di cui non si conosce l’attendibilità. In ogni caso, Potemkin era un ministro delle finanze all’epoca di Caterina la Grande che, per mostrare a Caterina come la Crimea fosse stata Sviluppata e potenziata rapidamente dopo l’occupazione, direi che la conquista da parte dell’esercito russo consisteva nella costruzione di villaggi di cartone che, visti dalla carrozza, sembravano bellissimi, ma che in realtà erano fatti di cartone e venivano spostati lungo la strada in modo che l’imperatrice potesse vedere tutte queste costruzioni fenomenali che, in realtà, non esistevano. Era semplicemente una finzione, ed è diventato sinonimo di una costruzione che, all’apparenza, sembra fantastica, ricchissima e potente, ma che, in realtà, è completamente vuota. Ora, vi propongo il video di Werner. Eccolo.

La grande confisca tedesca

[Richard Werner]

Benvenuti a Werner Economics. Volevo solo farvi sapere di un recente rapporto che ho scritto sul sito Substack, che tratta di un argomento che, come cittadino tedesco ed europeo, mi preoccupa molto. In realtà, sotto molti aspetti, è davvero difficile credere a ciò che sta accadendo in Europa. Innanzitutto, bisogna essere consapevoli di quello che è accaduto nell’epoca che è seguita alla Seconda guerra mondiale.  Paesi che in origine erano democratici hanno deciso di dare vita a una particolare costruzione legale che non aveva precedenti. Nella pratica, si sono uniti e hanno creato una struttura completamente antidemocratica, che non sembra avere molto senso. E naturalmente, come ho scritto in un precedente articolo in cui ho fornito anche molti dettagli sul cosiddetto stato profondo, la creazione di tale struttura è stata integralmente il frutto dell’operato del Deep State.

Non è difficile scoprirlo, visto che i relativi documenti sono stati declassificati. È un dato di dominio pubblico che fu proprio la CIA a creare l’impianto che oggi conosciamo come Unione Europea, e che tale struttura fu costruita di proposito. E questo spiega l’enigma di come sia possibile che paesi che si dichiarano democratici possano creare una struttura antidemocratica. Infatti, l’Unione Europea non ha nulla a che vedere con la democrazia, tutt’altro. è nata come struttura di controllo. L’obiettivo fondamentale è sempre stato il controllo delle popolazioni.

La CIA ammirava la struttura dell’Unione Sovietica che consentiva un alto livello di controllo e ha voluto letteralmente modellare l’Unione Europea sulla base dell’Unione Sovietica. Forse ricorderete che l’Unione Sovietica stessa sosteneva ufficialmente nella sua propaganda che il regime sovietico fosse una democrazia autentica. E come prova a sostegno di tale affermazione portava il fatto che l’Unione Sovietica aveva un parlamento. E c’erano centinaia di parlamentari stipendiati che parlavano e prendevano decisioni all’interno di tale parlamento. In realtà, sappiamo tutti, e non c’è alcun dubbio al riguardo, che si trattava di un parlamento pro-forma che semplicemente approvava passivamente qualsiasi decisione presa dal governo. Però c’è un modo tecnicamente molto preciso che ci permette di stabilire che non si trattava affatto di una democrazia e che quello era un parlamento finto.

E il modo più sicuro per determinarlo è che il parlamento sovietico non aveva il potere di emanare nuove leggi. Il vero potere legislativo consiste nel redigere, proporre, presentare, portare in aula per votazione, alla fine emanare nuove leggi. Questo intero processo prende il nome di legislazione e viene svolto da una legislatura che ha il potere di eseguirlo in modo autonomo rispetto al governo. Invece, nell’Unione Sovietica, avevano inventato questa struttura ingegnosa dove fondamentalmente s’imbastiva una farsa, si era costruito un villaggio Potemkin nella migliore tradizione russa. Si inscenava uno spettacolo teatrale che imitava il funzionamento di un parlamento, ma i parlamentari non avevano assolutamente alcun potere di proporre leggi. Nella realtà, le leggi provenivano da una fonte ben diversa. Venivano create da un’altra istituzione, ovvero il cosiddetto Politburo del Partito Centrale dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Era quello il vero centro di potere e quel gruppo di persone, ovviamente, non era stato eletto democraticamente. Le cose funzionavano in quella maniera e nessuno poteva farci niente. Non dobbiamo quindi meravigliarci del fatto che l’Unione Europea è stata strutturata in modo praticamente identico all’impianto usato per l’Unione Sovietica. Il cosiddetto Parlamento Europeo e questi parlamentari europei che lo occupano, vengono riempiti di soldi. I loro stipendi mensili sono semplicemente incredibili, cifre enormi, per lo più esenti da tasse con ogni sorta di altri vantaggi e benefici. Questo serve semplicemente a riempirgli le tasche in modo che stiano zitti e non dicano al pubblico europeo che, in realtà, sono solo pagliacci senza alcun potere reale.

Infatti, non hanno letteralmente alcun potere di proporre leggi al Parlamento Europeo. Tutte le leggi vengono, in realtà, dal Politburo europeo che prende il nome di Commissione Europea, una struttura composta da commissari non eletti, chiaramente modellata sull’esempio dell’Unione Sovietica. Questo è il sistema in vigore nel continente europeo. Perciò non dobbiamo meravigliarci del fatto che il commissario principale ha rilasciato una dichiarazione, il mese scorso, che è molto, molto preoccupante.

Ursula von der Leyen ha annunciato nuovi piani per riarmare l’Europa in cui si prevedono enormi spese pubbliche senza precedenti per la produzione di nuovi armamenti. Il fatto nuovo è che tali spese pubbliche verranno attuate sia a livello dell’Unione Europea, sia a livello delle singole nazioni. Si parla di spendere ottocento miliardi di euro, vale a dire parecchi soldi in rapporto alle dimensioni e agli investimenti abituali dell’economia europea. Come parte di tale piano, ha anche annunciato che saranno adottati vari schemi per finanziare tale iniziativa, e nel mio rapporto su Substack scendo in dettaglio sulle varie componenti. Ma in questo video voglio concentrarmi su un aspetto particolare che è molto importante. Infatti, Ursula von der Leyen dice di voler mobilitare i risparmi inutilizzati degli europei. E si riferisce ai trilioni di euro di risparmi, per lo più nella forma di depositi bancari, che i cittadini europei hanno accumulato nel corso della loro vita e che rappresentano il frutto del loro lavoro. E in alcuni paesi, come ad esempio la Germania e l’Austria, è vero che le persone sono generalmente molto avverse al rischio, e che quindi hanno scelto volontariamente, liberamente, fintanto che è esistita un’economia libera in tal senso, di conservare molti dei loro risparmi in attività liquide, all’interno di depositi bancari.

In Germania, la percentuale di risparmiatori che si comportano in questo modo è piuttosto alta. Infatti, i tedeschi non sono molto entusiasti di investire in borsa e questo è assolutamente naturale e deriva dalla loro situazione economica generale. Quando ci si trova al di sotto della media in termini di reddito e di ricchezza, semplicemente non si dispone di abbastanza margine di manovra per mettere a rischio i propri risparmi, e sappiamo bene che il mercato azionario è sicuramente rischioso. Non c’è alcun dubbio in materia. Il loro unico obiettivo è di preservare i propri risparmi e, ovviamente, poiché dispongono di quantità di denaro limitate, non hanno accesso a consulenti finanziari di alto livello che li potrebbero assistere nel navigare le difficoltà della borsa. Di conseguenza, i cittadini tedeschi hanno scelto la sicurezza che viene offerta loro dai depositi bancari.

E se si tengono i propri soldi in banche diverse, al massimo centomila euro ciascuna, la conservazione di tale denaro è garantita dal governo. Infatti, tecnicamente non c’è alcun motivo per cui la banca centrale non debba intervenire e svolgere la propria funzione di finanziatore di ultima istanza, garantendo che quei risparmiatori abbiano sempre accesso al loro potere d’acquisto in forma liquida. Naturalmente serve una banca centrale che sia effettivamente disposta a farlo. Ma finora, e in passato, la Bundesbank, la banca centrale tedesca, è stata chiaramente disposta ad intervenire in tal senso e, a dire il vero, sotto la sua supervisione, non c’è mai stata una crisi importante di liquidità, e tanto meno una crisi bancaria. Ma le cose cambiano radicalmente se prendiamo in considerazione la Banca Centrale Europea.

Infatti, non dobbiamo dimenticare che la Banca Centrale Europea ha già creato di proposito diverse bolle patrimoniali, generate dal credito bancario, che poi sono state seguite da crisi bancarie. Avevo già pronosticato che sarebbe successo nel mio libro “Principi dello Yen” pubblicato nel 2003. Avevo già previsto che la Banca Centrale Europea avrebbe probabilmente creato recessioni e disoccupazione su larga scala, il che si è puntualmente verificato. Infatti, la Banca Centrale Europea ha prodotto queste crisi in due fasi. La fase uno è stata la bolla immobiliare che si è sviluppata dal 2004 al 2009 nella periferia dell’Unione Europea, vale a dire Irlanda, Spagna, Portogallo e Grecia. Dopo di che sono passati alla fase due, che è stata la bolla immobiliare del 2009, proprio come era già avvenuto negli altri paesi, ma questa volta concentrata in Germania e nell’Europa centrale. Abbiamo visto svilupparsi una bolla immobiliare enorme che ha raggiunto il picco solo nel 2020 e 2022 e che sta ancora crollando in questi giorni. L’economia tedesca è già in una significativa recessione. E sembra che il 2025 sia destinato ad essere il terzo anno di contrazione consecutiva del prodotto interno lordo tedesco. Ma la cosa scioccante è che anche il sistema bancario tedesco è stato decimato.

Essenzialmente è stato proprio questo l’obiettivo della politica della Banca Centrale Europea. Hanno puntato a eliminare centinaia di piccole banche locali tedesche che, a loro volta, alimentavano la piccola impresa tedesca. Si tratta di aziende di piccole e medie dimensioni, ciascuna un campione nascosto nel suo settore, che sono diventate leader di mercato a livello mondiale nella loro specifica nicchia. Ed erano proprio queste banche locali che alimentavano integralmente quel tipo di industria. Ma quello è stato l’obiettivo, e la Banca Centrale Europea ha il preciso obiettivo di eliminare tutte queste piccole banche. E, naturalmente, il vero obiettivo finale è di provocare una crisi bancaria in Germania. Purtroppo, dobbiamo arrivare alla conclusione che le banche centrali a volte hanno questi obiettivi distruttivi. L’ho dimostrato più volte nel mio lavoro, parlando ad esempio della Banca del Giappone e della Banca di Thailandia che hanno creato, rispettivamente, la crisi asiatica e la crisi thailandese.

E ovviamente, come avevo già ammonito nel mio libro “Principi dello Yen”, la Banca Centrale Europea non è una continuazione della Bundesbank, bensì rappresenta la rinascita della Reichsbank. Fu proprio la Reichsbank che, operando come banca centrale tedesca, creò prima l’inflazione degli asset negli anni 1870, e poi la deflazione negli anni 1880. Dopo di che ha svolto il suo ruolo durante la Prima Guerra Mondiale garantendo la presenza di un’economia di guerra forte. Ma non appena la guerra è finita, la Reichsbank è passata sotto il controllo straniero. Infatti, la Germania era in gran parte occupata dagli stranieri. E, ovviamente, la prima misura di dominio che una forza occupante intraprende è di assicurarsi di controllare il sistema monetario. Rimane vero anche ai giorni nostri. Quando le truppe statunitensi sono entrate in Iraq, la prima cosa che hanno fatto è stata di andare alla banca centrale e sequestrare l’oro che vi era depositato. Anche in Libia, c’erano enormi quantità d’oro, il cosiddetto oro del popolo, ed è stato saccheggiato. E, allo stesso modo, dopo la Prima Guerra Mondiale, la banca centrale tedesca era sotto controllo straniero e questo ha creato l’iperinflazione che ben conosciamo.

Dopo di che sono state adottate le politiche monetarie necessarie per creare, essenzialmente, le condizioni economiche che hanno portato Hitler al potere. E anche l’ascesa di Hitler è stato un prodotto della Reichsbank. Possiamo quindi considerarla la peggior banca centrale della storia, nel caso voleste stilare un elenco in tal senso. E purtroppo, come avevo ben previsto nel libro “Principi dello Yen”, la Banca Centrale Europea è stata una continuazione della Reichsbank, e nel libro fornisco anche una descrizione delle ragioni per cui tale ipotesi sia valida. Naturalmente, la mia tesi si è rivelata vera in ragione delle politiche perseguite dalla Banca Centrale Europea, e ora lo vediamo chiaramente. Quindi questo è il tipo di contesto che stiamo affrontando: abbiamo una Commissione Europea che è una dittatura essenzialmente manipolata dalla CIA e dallo stato profondo che realizza i propri obiettivi a dispetto dei singoli interessi nazionali. Ed è proprio lì che si trova il campo di battaglia perché, laddove Trump ha combattuto lo stato profondo e ha avuto parzialmente successo negli Stati Uniti, questo non è ancora vero in Europa.

Quindi è proprio questo il terreno su cui la CIA e lo stato profondo continuano a combattere, usando come strumenti praticamente tutti i paesi europei, dove la CIA ha molto potere e controllo. In Germania l’influenza della CIA deriva dai poteri delle forze di occupazione del dopo guerra e dello status particolare di cui ancora godono gli Stati Uniti. E l’amministrazione Trump dovrebbe esserne consapevole e dovrebbe fermare le attività dello  Stato profondo in Europa. Avrebbe dovuto succedere già molto tempo fa. Quindi, mentre sullo sfondo le cose si evolvono mediante l’azione della Banca Centrale Europea e dello stato profondo, i governi stanno anche spingendo questo programma di riarmo. Il governo tedesco non ha ancora deciso definitivamente, ma ha già confermato di volerlo fare. E, cosa molto preoccupante, vogliono finanziarlo mobilitando i risparmi delle persone, e questo è sicuramente motivo di grande preoccupazione, soprattutto perché si tratta di una politica che appare uniforme in gran parte dei governi europei. Abbiamo visto altri leader europei riferirsi a tale politica mentre parlano dell’unione del risparmio e degli investimenti. Si tratta di una politica che è piena di contraddizioni, che non ha assolutamente alcun senso, ma che, in un modo o nell’altro, aumenterà ulteriormente il controllo centrale sui mercati finanziari e sul risparmio delle persone.

A questo si aggiunge il governo di coalizione tedesco che ha rilasciato di recente la propria dichiarazione di accordo su tale politica. E anche Friedrich Merz, il personaggio che dovrà svolgere le funzioni di cancelliere tedesco, vale a dire, essenzialmente, svolgere le funzioni di primo ministro in Germania, aveva già detto mesi prima la stessa cosa che ora ci dice Ursula von der Leyen. Entrambi pensano che i massicci risparmi dei cittadini tedeschi, vale a dire i loro depositi bancari, dovrebbero essere mobilitati e utilizzati per questi investimenti che saranno gestiti centralmente. Ovviamente, questo dimostra una totale mancanza di comprensione di come funziona il sistema bancario tedesco ed europeo. Dobbiamo capire che i depositi bancari sono stati creati dalle banche medesime quando hanno creato il credito e lo hanno concesso ai correntisti e alle aziende sotto forma di mutui e prestiti. Sono state le banche medesime a generare quei depositi che ora conservano per conto dei correntisti. Tali depositi mostrano semplicemente il denaro che non è in circolazione, e costituiscono il secondo lato del bilancio bancario, mentre sul primo lato troviamo la creazione di denaro da parte delle banche che mobilitano il potere d’acquisto creando credito. Quindi, quando questi depositi sono stati creati, le banche stavano generando liquidità per l’intera economia, e potrebbero semplicemente continuare a farlo.

Quindi il progetto del governo tedesco ci propone un completo malinteso di come funziona veramente il denaro. Ma se ora vogliono in qualche modo arrivare ai risparmi delle persone, non restano molte opzioni positive e attraenti dal punto di vista della gente comune. Quindi dobbiamo essere molto vigili e preoccupati. Nel mio articolo su questo tema elenco essenzialmente uno spettro di cose che potrebbero fare in alternativa senza dover toccare i risparmi. Ma purtroppo stiamo invece andando verso quell’estremità dello spettro dove la gestione diventerà sempre più centralizzata e diventerà inevitabile che il governo adotti misure di controllo sui nostri risparmi.

In questo trattato di coalizione del governo tedesco, ci danno un’idea di alcune delle misure che potrebbero adottare, ma anche la Banca dei Regolamenti Internazionali, la banca centrale delle banche centrali, che ha sede in Svizzera, aveva già fornito alcune idee in tal senso un paio di anni fa, dichiarando di volere un registro digitale di tutti i beni. Tale proposta è stata immediatamente recepita dall’Unione Europea, di conseguenza dobbiamo presumere che ci stiano già lavorando. Al termine di questa trasformazione, tutti i beni di tutti i cittadini dell’Unione Europea saranno inseriti in un registro digitale. Inoltre, nel trattato del governo di coalizione tedesco, ci viene anche detto che intendono esaminare e verificare la proprietà dei vari beni. E metteranno in atto una politica che è assolutamente scioccante.

Infatti, è il tipo di misura che verrebbe adottata in un regime comunista totalitario, e che di certo non si adatta a una democrazia di libero mercato. Se foste davvero una nazione libera, in un regime di libero mercato, non fareste nulla di quello che si propongono di fare. Nello specifico, intendono invertire il meccanismo dell’onere della prova. Dovrete dimostrare di essere davvero i proprietari di ciò che avete posseduto sinora. Infatti, nel trattato formativo di questo governo di coalizione tedesco ci dicono che, se avete il possesso di un qualsiasi bene in Germania, vi chiederanno di dimostrare come ve lo siete procurato. Ora, questo è completamente ingiusto, anche se probabilmente non è un problema per le generazioni più giovani che hanno iniziato ad accumulare risorse da poco e che possono facilmente documentare come se le sono procurate. Ma è ben noto che la maggior parte dei risparmiatori tedeschi sono anziani. In una vita di lavoro hanno accumulato, ovviamente, risparmi corposi, e sono proprio loro che amano tenere i propri soldi nei depositi bancari. E spesso si tratta di persone che sono molto parsimoniose nelle spese e che, nel corso di anni e decenni di economia personale, sono riusciti a racimolare piccole somme che hanno depositato nei propri risparmi in continuazione fino ad arrivare dove sono oggi.

Ma ora dovranno presentare le ricevute e spiegare come hanno ottenuto questi soldi, andando a ritroso nel tempo fino a quaranta e cinquanta anni fa. In molti casi questo non sarà affatto possibile. E se non saranno in grado di dimostrare come si sono procurati quei soldi, i loro risparmi prenderanno il volo. Questo è ciò che dicono in questo documento governativo, infatti ci sarà la presunzione di illecito e questo consentirà alla banca di sequestrare i fondi non documentati. E ovviamente, invertire l’ordine delle cose e presumere che le persone siano criminali fino a prova contraria è assolutamente scandaloso ed è ciò che costituisce la base di un regime totalitario. Dovremmo sicuramente opporci a qualsiasi misura del genere, ma queste sono le mosse in discussione tra i governi, ed è abbastanza chiaro che, insieme al registro delle risorse digitali, in definitiva ciò a cui stanno pensando von der Leyen e la leadership dell’Unione Europea, è di avere il controllo completo. Ci sono molti passaggi intermedi, ma in definitiva la carta vincente chiave su cui stanno puntando è l’introduzione della valùta digitale della banca centrale, vale a dire l’euro digitale, perché, a quel punto, insieme al registro digitale delle risorse avranno ovviamente anche il controllo delle transazioni digitali.

E poi sarà solo questione di approvare i giusti decreti per dare loro il diritto di aiutarci a destinare i nostri soldi a scopi migliori, come finanziare una sanguinosa guerra contro la Russia, oppure altre misure simili che decideranno a livello centralizzato. E i cittadini avranno sempre meno possibilità di ricorso, il che non sorprende perché l’Unione Europea, governata da questa commissione e con questa struttura politica, è già oggi un regime antidemocratico, essenzialmente dittatoriale e potenzialmente totalitario. Quindi restiamo vigili e opponiamoci anche all’introduzione delle valute digitali delle banche centrali oltre che alla proposta di identità digitale, che è un altro componente di cui hanno bisogno nella fase iniziale per introdurre questa prigione digitale. Non permettiamo che ciò accada in Europa. E con questo vi saluto. Dio vi benedica, e spero di rivedervi presto.

Le vere origini della CIA

Mi auguro che questo video sia stato abbastanza informativo.Werner ha prodotto molti altri contenuti estremamente interessanti che, se ci riuscirò, vorrei proporvi, a cominciare da una descrizione di come viene creato il denaro, perché è un concetto che è capito da pochi e ancora meno capito dai I nostri politici, purtroppo, non hanno colto la nota che volevo fare: Werner giustamente pone l’attenzione sulla CIA come uno degli attori che ha contribuito alla costruzione dell’Unione Europea. Sicuramente c’erano di mezzo anche i francesi, che avevano degli interessi diretti in tal senso. I tedeschi sono stati coinvolti, loro malgrado, e in ogni caso, voglio ricordarvi che la CIA, sostanzialmente, è l’erede del sistema, o meglio, del servizio segreto nazista. Infatti, l’intero servizio segreto nazista si è trasferito all’interno della CIA e ha costruito la CIA nelle sue fasi iniziali. È normale, quindi, che la CIA non sia necessariamente alleata o vicina al governo americano, benché lo rappresenti, ed è normale che abbia un interesse particolare sulla Germania e sul progetto di costruire un governo unificato in Europa, che non necessariamente è nell’interesse dei tedeschi, sia ben chiaro.

Un’altra cosa importante da ricordare è che la Banca Centrale unica è un concetto fondamentale, uno dei dieci pilastri inseriti da Karl Marx nel Manifesto del Partito Comunista. Infatti, nell’Unione Sovietica c’era una sola banca importante, la Banca Centrale, e tutte le altre furono eliminate. Fu proprio questo a distruggere l’economia sovietica e a distruggere qualsiasi regime comunista che adotti lo stesso sistema. Infatti, come ci spiega Werner in altri video, anche in Cina la ripresa economica è stata possibile solo quando il governo cinese, con Deng Xiaoping, decise di ridurre il potere della Banca Centrale cinese e di creare moltissime banche locali che alimentassero le imprese locali, dando vita all’economia che poi abbiamo visto espandersi in modo vertiginoso, creando il mostro che esiste oggi.

Oggi l’Europa si trova di fronte a una svolta importante: con la recente decisione del Consiglio d’Europa di sequestrare i beni russi depositati presso Euroclear, la società che gestisce i beni esteri in transito in Europa, e di imporre ai paesi europei di accettarla, nonostante possano essere contrari, di fatto si è smontata l’Unione Europea come la conosciamo, trasformandola in una vera e propria dittatura finanziaria in cui le politiche vengono decise dal centro. Questa prima mossa è il preludio per l’introduzione di una tassa centralizzata e di titoli di stato emessi da un governo europeo, che porterebbero all’unificazione politica completa dell’Europa, obiettivo spinto anche dai neocon americani. I neocon americani sono, in pratica, quei politici americani che portano avanti politiche europee in America e che creano un gruppo compatto che produce guerre un po’ dappertutto, facendo gli interessi delle élite finanziarie che, per definizione, sono internazionali e non hanno un paese d’appartenenza. Oggi i neocon americani sostengono che l’unico futuro possibile per l’Europa sia quello di creare gli Stati Uniti d’Europa o l’Unione Sovietica d’Europa, completando l’unificazione politica ed eliminando di fatto tutti i governi locali, sostituiti da governatori nominati da Bruxelles.

Tuttavia, come ben sappiamo, questo sistema non è destinato a funzionare e quindi l’Europa si prepara a un periodo di grandi tensioni, sia a causa della guerra con la Russia, sia perché la Russia si sta preparando a combattere contro l’Europa, che continua a dichiarare la propria volontà di fare guerra ai russi e di riarmarsi per poterla combattere. In questa situazione, gli Stati Uniti hanno appena pubblicato un documento strategico che indica che l’Europa non è più un’alleata, sostanzialmente perché non vuole porre fine alla guerra con la Russia e anche perché, se gli Stati Uniti vogliono eliminare il cosiddetto deep state, devono necessariamente tagliare i contatti con l’Europa, visto che questo deep state vive in gran parte in Europa.

Pertanto, ritengo che questo contenuto sia interessante, anche se non recentissimo, risalendo a qualche mese fa. Tuttavia, ci indica la direzione verso cui stiamo andando con la tokenizzazione dei beni in Europa, un tema di cui ho spesso parlato nei miei video, e con l’euro digitale, che prima o poi arriverà. Tuttavia, ci sono possibili incidenti di percorso: il lancio delle stable coin negli Stati Uniti, o meglio, il lancio delle leggi sulle stable coin negli Stati Uniti, crea un problema per l’euro digitale e potrebbe portare a un’invasione di dollari in Europa in sostituzione dell’euro. Vedremo come andrà a finire, ma sicuramente sarà interessante. Grazie dell’attenzione, vi rimando al prossimo video.

Roberto Mazzoni

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