USA: Perché i militari non intervengono? – MN #81

Non ci sarà nessun commiato militare per il presidente Donald Trump perché i militari statunitensi si rifiutano di organizzarlo. La motivazione è l’assalto al Campidoglio il 6 di gennaio scorso.

A capodanno, dieci precedenti Segretari della Difesa hanno firmato una lettera indirizzata a Donald Trump chiedendogli di non coinvolgere le forze armate nella questione elettorale. La lettera è stata concepita da Eric Edelman, un fedelissimo della famiglia Bush, su indicazione di Dick Cheney, vice-presidente sotto Bush junior. E’ stata quindi pubblicata sul Washington Post.

La lettera diceva tra le altre cose: “Sforzi di coinvolgere le forze armate statunitensi nella risoluzione di dispute elettorali ci porterebbe in un territorio pericoloso, illegale e incostituzionale”.

Il 7 gennaio John Ratcliffe, Director of National Intelligence, ha accompagnato il rapporto sull’interferenza straniera sulle elezioni statunitensi con una lettera in cui dichiarava in sostanza che il rapporto era incompleto e falsato, ma era il risultato di uno sforzo specifico da parte della CIA di ridurre l’importanza della Cina per enfatizzare quella della Russia.

Il deputato repubblicano Marjorie Taylor Greene ha annunciato che il 21 gennaio presenterà “Articoli di impeachment” contro Joe Biden per abuso di potere. La proposta è più che altro simbolica perché non avrà i voti di conferma, ma dimostra la volontà di combattere da parte della maggioranza dei nuovi repubblicani eletti alla Camera.

I dieci repubblicani che hanno votato per l’impeachment

Sono 10 i deputati repubblicani che hanno votato per l’impeachment di Donald Trump alla Camera di questa la più importante è Liz Cheney, figlia di Dick Cheney vice-presidente sotto Bush Junior. Liz è stata attaccata dal suo elettorato nel Wyoming in risposta al voto e stanno raccogliendo firme per richiamarla. E’ strettamente collegata al complesso industriale-militare.

Il budget militare americano per il 2021 è $ 740 miliardi di dollari, quasi il metà della spesa pubblica complessiva statunitense.

Nel 2020 lo stanziamento è stato intorno ai $ 738 miliardi e in entrambi i casi è stato il più grande sin dai tempi della seconda guerra mondiale.

Al momento di ritirare i soldati dalla Siria nel dicembre 2018, James Mattis segretario della difesa si è dimesso, Joseph Votel incaricato delle operazioni sul campo si rifiutò di obbedire parlandone pubblicamente su CNN. John Kelly generale responsabile di Homeland Security. Mark Esper precedente ministro della difesa è stato mandato via da Donald Trump perché spesso in antagonismo a quest’ultimo.

Dave Goldfein, generale massimo dell’aeronatica che si è ritirato in agosto, diventa senior advisor di Blackstone, una delle principali società newyorkesi che gestiscono fondi d’investimento negli USA. Tra i suoi compiti, selezionare altri ex-militari per prendere posizione nelle società controllate da Blackstone.

Era stato contattato da numerose società della difesa, che è una prassi consueta per i militari di alto grado che vanno in pensione, ma alla fine ha accettato l’offerta di Blackstone.

Rapporti difficili con le forze armate di altri presidenti

Parlando di vari presidenti, i magnati americani dell’acciaio hanno detto: “Truman ha dimostrato che chiunque può fare il Presidente. Eisenhower, che non v’è in realtà bisogno di un Presidente. Kennedy, che può essere pericoloso avere un Presidente”.

Dieci giorni prima della sua morte, il 22 novembre 1963, John Fiztgerald Kennedy aveva rilasciato questo discorso alla Columbia University:

“L’alto ufficio del presidente è stato utilizzato per fomentare un complotto per distruggere la libertà dell’America, e prima di lasciare il mio ufficio devo informare i cittadini della loro triste condizione.“

JFK aveva già indicato la sua volontà d’interrompere la guerra del Vietnam che aveva generato all’epoca $ 500 miliardi di spese in armamenti.

Il 21 dicembre 1963 l’ex presidente Harry Truman, che aveva fondato la CIA, dichiarò:

“Per qualche tempo sono stato disturbato dal modo in cui la CIA è stata deviata dal suo compito originale. E’ diventata un braccio operativo del governo e talvolta ne detta la politica”.

Dwight Eisenhower è stato un generale e politico statunitense che dal 1953 al 1961 ha coperto la carica di presidente degli Stati Uniti. Il suo vice-presidente era Richard Nixon e il suo successore è stato John Fitzgerald Kennedy.

L’amministrazione di Eisenhower ha organizzato i colpi di stato in Iran e Guatemala. E’ stato un convinto sostenitore della corsa agli armamenti nucleari nel confronto con l’Unione Sovietica, mentre aveva tagliato il 40% il budget generale della difesa.

Nel suo discorso di commiato del 17 gennaio 1961, Eisenhower ha parlato del “complesso-industriale-militare” prima da lui definito “complesso-industriale-militare-congressionale”. Ecco alcuni brani significativi di quel discorso:

“Fino agli ultimi conflitti, gli Stati Uniti non avevano alcuna industria bellica. I fabbricanti americani di aratri potevano, dato un po’ di tempo, fabbricare anche spade.

Ma non possiamo più lasciare la difesa nazionale all’improvvisazione. Siamo stati costretti a costruire un’industria bellica permanente di vaste proporzioni. 3,5 milioni di uomini e donne sono direttamente impegnati nell’infrastruttura della difesa.

Tutti gli anni spendiamo nel solo budget della difesa più dell’intero guadagno netto di tutte le aziende americane combinate.

Questo abbinamento di una struttura militare immensa e una grande industria bellica è nuova nell’esperienza americana.

L’influenza complessiva, economica, politica e persino spirituale si sente in ogni città, ogni parlamento statale e tutti gli uffici del governo federale.

Riconosciamo la necessità imprescindibile di questo sviluppo.

Ma non possiamo mancare di comprendere le sue gravi implicazioni.

Il nostro lavoro, le nostre risorse e la nostra vita sono tutte coinvolte.

Alla pari della struttura stessa della nostra società.

Nelle riunioni di governo, dobbiamo stare in guardia contro l’acquisizione d’influenza ingiustificata, voluta o accidentale, da parte del complesso militare-industriale. Il potenziale per la disastrosa ascesa di potere mal assegnato esiste e persisterà.

Noi non dobbiamo mai lasciare che il peso di questa combinazione metta in pericolo le nostre libertà o i nostri processi democratici. Non dovremmo dare nulla per scontato. Solo una popolazione in allerta e informata può costringere ad una corretta interazione la gigantesca macchina industriale e militare della difesa con i nostri metodi ed obiettivi di pace, in maniera tale che sicurezza e libertà possano prosperare insieme.

In modo analogo, la rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni è stata largamente responsabile per questi vasti cambiamenti di assetto nella nostra industria bellica.

In questa rivoluzione la ricerca è diventata centrale. E’ anche diventata più formalizzata, complessa e costosa.

Una percentuale crescente della ricerca viene condotta per il governo federale e su sua richiesta e direzione.

Oggi l’inventore solitario che armeggia nel suo laboratorio è stato eclissato da intere squadre di scienziati che operano in laboratori e campi di collaudo.

Allo stesso modo, le università libere, storicamente la fonte del pensare libero e delle scoperte scientifiche, hanno sperimentato una rivoluzione nel modo di condurre la ricerca.

In parte a causa degli enormi costi coinvolti, i contratti governativi diventano uno sostituto virtuale per la curiosità intellettuale.

Ogni vecchia lavagna è stata ora sostituita da centinaia di computer elettronici.

La prospettiva è sempre presente che le migliori menti accademiche cadano sotto il dominio del governo, dei finanziamenti federali e del denaro in generale. Il che va considerato molto seriamente.

Ma pur rispettando le scoperte e la ricerca scientifica, come dovremmo, dobbiamo anche stare in guardia rispetto al pericolo ugualmente importante e opposto che la politica pubblica potrebbe essa stessa cadere prigioniera di un’elite tecnologica e scientifica.

Tocca agli statisti modellare, bilanciare e integrare queste e altre forze, vecchie e nuove, all’interno dei principi del nostro sistema democratico.

Puntando sempre all’obiettivo supremo di mantenere una società libera. “

Google è ampiamente impegnata in contratti della difesa, insieme a IBM, Microsoft e altre società d’informatica. Apple, Twitter e Facebook si sono mantenute fuori dalle forniture della difesa anche se Facebook ha rapporti indiretti con la CIA.

Roberto Mazzoni

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