Tecniche di guerra psicologica – MN #84

Le quattro fasi con cui si sovverte l’ordine di una nazione per conquistarla senza sparare un colpo.

Yuri Bezmenov è un agente provocatore altamente addestrato del KGB che nel 1970 fuggì dall’Unione Sovietica e si rifugiò in occidente. Grazie alle sue capacità in materia di guerra psicologica, gli era stata affidata la gestione di un’intera area geografica, l’India.

Questa intervista risale al 1985 e spiega in dettaglio come viene condotta una completa operazione di guerra psicologica su un’intera nazione e quali sono i risultati finali.

Ci sono 4 fasi primarie in qualsiasi psy op di grandi proporzioni. Ma prima di entrare nel dettaglio, dobbiamo chiarire il significato di alcuni termini.

Marxismo/leninismo e le misure attive

Il primo è marxismo/leninismo che deriva in origine dalla teoria economico/politica sviluppata dallo scrittore tedesco Karl Marx tra il 1948 e il 1883 e descritta in un libretto denominato Il Manifesto Comunista e un’opera in tre volumi intitolata il Capitale. La teoria marxista originale prevedeva l’adozione spontanea dei propri precetti, ma questo non avvenne mai. Vladimir Lenin decise quindi di creare un partito che promuovesse attivamente la diffusione del comunismo.

La seconda combinazione di parole da chiarire è misure attive (wikipedia): è guerra politica condotta dall’Unione Sovietica dagli anni 20. Comprende varie attività offensive come la disinformazione, la propaganda, l’inganno, il sabotaggio, la destabilizzazione e lo spionaggio.

Veniva utilizzata su altre nazioni in base alle priorità ed è continuata anche dopo la caduta del regime sovietico.

Venivano condotte da tutti i servizi di intelligence russi tra cui il KGB al fine d’influenzare il corso degli eventi mondiali. Andavano dalla manipolazione dei media ad azioni speciali che coinvolgono vari gradi di violenza. Venivano utilizzate anche all’interno della Russia stessa.

Le misure attive includono la creazione e il sostegno a varie organizzazioni di facciata, come ad esempio il World Peace Council, un’organizzazione che ancora esiste e che ha sede in Grecia e che vede la partecipazione della Cina, di Cuba e che ha ramificazioni in molte nazioni. Altre attività promosse mediante le active measures includono i partiti socialisti, comunisti e in generale di opposizione in altre nazioni. Prevede il sostegno di guerre di liberazione nel Terzo Mondo. Sostiene gruppi sovversivi, terroristi e criminali.

Altre attività svolte dalle misure attive comprendono la falsificazione di documenti, l’assassinio, la repressione politica e la penetrazione all’interno di chiese oltre che la persecuzione di dissidenti politici.

Il generale in pensione Oleg Kalugin, precedente capo delle attività estere di controspionaggio per il KGB (dal 1973 al 1979) ha descritto le misure attive come “l’anima e il cuore delle attività di intelligence sovietiche”.

Citando le sue parole: “Non ci concentriamo sulla raccolta di informazioni, ma sulla sovversione: le misure attive hanno lo scopo d’indebolire l’occidente, creare fratture in qualsiasi alleanza nella comunità occidentale, particolarmente la NATO, seminare discordia tra gli alleati, indebolire gli Stati Uniti agli occhi di Europa, Asia, Africa e America Latina, e quindi preparare il terreno nel caso che si arrivi davvero a una guerra”.

Le misure attive venivano insegnate all’Andropov Institute gestito dal KGB. Già dal 1923 Giuseppe Stalin aveva ordinato l’istituzione di uno speciale ufficio disinformazione.

Dopo la Seconda Guerra mondiale, le organizzazioni di intelligence russe hanno giocato un ruolo fondamentale nell’insediare governi comunisti fantoccio nell’Europa dell’est, in Afghanistan, nella Corea del Nord e in Cina.

Alcune delle misure attive sono state utilizzate dal KGB e altre organizzazioni contro gli stessi governanti sovietici.

Ruolo della guerra psicologica nello spionaggio sovietico

Sintesi di un’intevista a uno dei principali esperti sovietici di operazioni psicologiche.

Giornalista G. Edward Griffin: “La nostra conversazione oggi è con il signor Yuri Alexandrevich Bezmenov.

Il signor Bezmenov è nato nel 1939 in uin sobborgo di Mosca. Era il figlio di un alto ufficiale dell’esercito russo.

E’ stato educato nelle scuole di elite all’interno dell’Unione Sovietica ed è diventato un esperto in cultura indiana e in lingue indiane.

Ha condotto una carriera eccezionale con Novosti che è stata e ancora è l’agenzia stampa dell’Unione Sovietica e scopriamo che è anche un’organizzazione di facciata per il KGB.

E’ fuggito in occidente nel 1970 dopo essere diventato completamente disgustato del sistema sovietico e l’ha fatto correndo grandi rischi per la sua vita.

E’ sicuramente uno degli esperti primari al mondo in materia di propaganda sovietica, disinformazioni e misure attive.

Quando i sovietici usano la frase ‘Sovversione ideologica’ che cosa intendono?”

Bezmenov: “La sovversione ideologica e la procedura legittima [non espressamente illegale] e aperta e visibile, lo puoi vedere con i tuoi occhi.

Tutto quello che devi fare, tutto ciò che gli americani devono fare è togliersi le banane dagli orecchi, aprire gli occhi e possono vederlo. Non c’è nessun mistero. Non ha nulla a che vedere con lo spionaggio.

So che lo spionaggio e la raccolta d’informazioni appaiono più romantiche. Probabilmente fanno vendere più deodoranti tramite la pubblicità.

Questo è il motivo per cui i produttori di Hollywood sono così scatenati riguardo ai film in stile James Bond.

Ma nella realtà, l’enfasi principale del KGB non è affatto nell’area della raccolta di informazioni riservate (intelligence), stando alla mia opinione e all’opinione di altri transfughi del mio calibro.

Solo circa il 15% del tempo, dei soldi spesi e delle risorse umane è dedicato alle attività di spionaggio e affini.

Il restante 85% è una procedura lenta che chiamiamo ‘sovversione ideologica’ oppure ‘misure attive’ nel linguaggio del KGB, ossia guerra psicologica.

Ciò che significa fondamentalmente è cambiare la percezione della realtà di ogni americano al punto che, nonostante l’abbondanza d’informazioni, nessuno è in grado di arrivare a conclusioni sensate nell’interesse di difendere se stessi, la propria famiglia, la propria comunità e la loro nazione.

Fase 1: demoralizzazione

E’ una grande procedura di lavaggio del cervello che procede molto lentamente e che viene divisa in quattro fasi fondamentali.

La prima di chiama ‘demoralizzazione’ e ci vogliono dai 15 ai 20 anni per demoralizzare una nazione.

Perché ne servono così tanti? Perché questo è il numero minimo di anni che è necessario per educare una generazione di studenti nella nazione del vostro nemico esponendola all’ideologia del nemico.

In altre parole, l’ideologia marxista/leninista viene pompata nelle teste malleabili di almeno tre generazioni di studenti americani, senza che venga messa in discussione oppure controbilanciata dai valori fondamentali dell’America, del patriottismo americano.

La procedura di demoralizzazione degli Stati Uniti è già sostanzialmente completata nel corso degli ultimi 35 anni.

Di fatto siamo andati oltre al semplice completamento perché oggi la ‘demoralizzazione’ raggiunge aree dove in precedenza nemmeno il camerata Andropov e tutti i suoi esperti avrebbe nemmeno sognato di poter raggiungere un successo tanto straordinario.

Molto di questo viene fatto dagli americani ad altri americani, grazie alla mancanza di standard morali.

Come ho detto prima, non importa più se la persona viene esposta ad informazione vera.

Una persona che è ‘demoralizzata’ è incapace di valutare l’informazione. I fatti non le dicono niente.

Se anche la inondassimo d’informazione, di prove autentiche, di documenti, di immagini, se anche la portassi a forza nell’Unione Sovietica e le mostrassi campi di concentramento, lei rifiuterà di crederci fino a quando non riceverà un calcio nel suo grasso sedere.

Arriverà a comprendere solo quando sarà schiacciato dagli stivali dei militari, ma non prima.

Fase 2: destabilizzazione

La fase successiva è ‘destabilizzazione’. A questo punto il sovvertitore non è più interessato alle tue idee e al tuo modello di consumo. Non gli importa che tu mangi cibo spazzatura e diventi grasso e flaccido. Non importa più.

Questa volta bastano dai 2 ai 5 anni per destabilizzare una nazione. Quel che conta sono gli elementi essenziali: economia, relazioni internazionali, sistema di difesa.

E potete vedere molto chiaramente che in alcune aree delicate, come quella della difesa e dell’economia l’influenza dell’ideologia marxista/leninista negli Stati Uniti è assolutamente fantastica.

Non ci avrei mai potuto credere 14 anni fa quando sono atterrato in questa parte del mondo che fossimo andati così veloci.

Fase 3: crisi

Naturalmente la prossima fase è quella della ‘crisi’, può volere fino a 6 settimane per portare una nazione sull’orlo di una crisi.

Lo puoi vedere adesso nell’America centrale, e dopo la crisi, con il cambiamento violento del potere, della struttura e dell’economia, hai il cosiddetto periodo di normalizzazione che può continuare per un tempo indefinito.

Fase 4: normalizzazione

La normalizzazione è un’espressione cinica presa a prestito dalla propaganda sovietica. Quando i carri armati russi sono entrati in Cecoslovacchia nel 1968, il camerata Breznev dichiarò: ‘Ora la situazione nella fraterna Cecoslovacchia è normalizzata’.

Questo è ciò che succederà negli Stati Uniti se consentirete a tutti i fessacchiotti di portare la nazione alla crisi, di promettere alle persone ogni genere di fantasticheria e il paradiso in terra.

Per destabilizzare la vostra economia, per eliminare il principio della competizione in un libero mercato e per mettere un governo in stile grande fratello a Washington con dittatori benevolenti come Walter Mondale che prometterà un sacco di cose e non importa se le promesse verranno soddisfatte o meno.

Walter Mondale è stato vice-presidente degli Stati Uniti nell’amministrazione di Jimmy Carter dal 1977 al 1981. Si è quindi candidato come presidente durante la campagna per la rielezione di Ronald Reagan, ma ha perso.

“Le forze di sinistra negli Stati Uniti, tutti questi professori e tutti questi bellissimi difensori dei diritti civili sono essenziali nel percorso di sovversione, solo per destabilizzare una nazione.

Quando il lavoro è completato, non c’è più bisogno di loro. Sanno troppo. Alcuni di loro, quando diventano disillusi, quando vedono che i marxisti/leninisti salgono al potere si sentono offesi. Pensano che dovrebbero essere loro a salire al potere, ma questo non accadrà mai. Verranno messi davanti a un muro e fucilati.

Ma possono trasformarsi nei nemici più  rancorosi dei marxisti/leninisti che sono andati al potere. E questo è quanto accaduto in Nicaragua, ricordate che la maggior parte dei precedenti marxisti/leninisti sono stati messi in prigione oppure uno di loro si è separato ed è diventato il principale avversario dei Sandinisti.

E’ successo a Grenada quando Maurice Bishop che era già un marxista ed è stato giustiziato da un altro marxista che era più marxista di lui”.

Nel 1983 Maurice Bishop, il primo ministro di Grenada che aveva stretto rapporti di collaborazione con Cuba, era stato giustiziato da Hudson Austin con l’aiuto dei militari che formarono il Revolutionary Military Council il che innescò una serie di rivolte popolari con un’escalation di violenza. La giunta militare di Hudson fu quindi deposta dopo una decina di giorni da un’invasione delle truppe speciali statunitensi che conquistarono l’isola e organizzarono nuove elezioni dove furono eletti i precedendi prigionieri politici liberati dagli americani.

“La stessa cosa è successa in  Afghanistan dove prima c’era [Nur Muhammad] Taraki che fu ucciso da [Hafizullah] Amin che a sua volta fu ucciso da Babrak Karmal con l’aiuto del KGB”.

Nur Muhammad Taraki è stato presidente dell’Afghanistan dal 1978 al 1979 dopo essere stato uno dei membri fondatori del Partito Democratico Popolare dell’Afghanistan, di cui era diventato il primo segretario. Nel 1978, insieme a Hafizullah Amin e Babrak Karmal iniziarono la Rivoluzione di Aprile che portò alla creazione la Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Il nuovo governo si divise subito in due fazioni, quella capeggiata da Taraki mandò in esilio gli altri. Taraki si posizionò subito con un dittatore impegnato nel culto della propria personalità. Nel 1979 il governo avviò una riforma terriera che si rivelò immediatamente impopolare e che portò a proteste, il che fece anche precipitare la produzione dei raccolti.  Il regime cominciò ad imprigionare i dissidenti e massacrò interi villaggi. Iniziò una ribellione

Dopo numerose lotte interne, Hafizullah Amin prese il potere e fece assassinare Taraki dopo averlo deposto e imprigionò 28 membri della sua famiglia. Due mesi dopo, le truppe sovietiche intervennero direttamente in Afghanistan, occuparono la capitale e uccisero Amin mettendo al suo posto Barak Karmal, il terzo dei fondatori originali del partito.

Iniziò la guerra in Afghanistan con l’esercito sovietico e la Repubblica Democratica dell’Afghanistan, da una parte, e i Mujahidden, dall’altra. I Mujahidden erano sostenuti in vario modo dagli Stati Uniti, il Pakistan, l’Iran, l’Arabia Saudita, la Cina e il Regno Unito. La guerra provocò un disastro enorme in Afghanistan con fino a 2 milioni di morti tra i civili e ha contribuito al collasso dell’Unione Sovietica. Moltissimi rifugiati arrivarono in Pakistan e in Iran. I soldati russi si sono ritirati dall’Afghanistan nel 1989 sotto le direttive di Mikhail Gorbachev.

“La stessa cosa è successa in Bangladesh dove [lo sceicco] Mujibur Rahman che era un uomo di sinistra molto favorevole ai sovietici fu assassinato dai suoi stessi camerati marxisti/leninisti dell’esercito. E’ lo stesso modello ovunque.

La sovversione è divisa in quattro stadi fondamentali: demoralizzazione, distabilizzazione, crisi, normalizzazione”.

Roberto Mazzoni

 

Altre risorse:

https://en.wikipedia.org/wiki/Active_measures

https://www.politico.com/story/2017/10/25/united-states-invades-grenada-oct-25-1983-244072

https://www.youtube.com/watch?v=zgmg2VFX058

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