Europa: il nuovo Afghanistan – parte 1 – MN #257

Siamo insieme nella ricerca delle verità e in questo caso la verità di che cosa sta succedendo intorno a noi? Siamo in mezzo alla terza guerra mondiale? C’è il rischio che scoppi una terza guerra mondiale? Qual è la situazione dell’economia complessiva del mondo in cui viviamo, del mondo occidentale, e che prospettive ci sono? Questo video sarà composto di due componenti, innanzitutto vi proporrò immediatamente la riedizione di una intervista che ho fatto recentemente con il Vaso di Pandora su YouTube, dove riportavo un paio di documenti.

Il primo è una ricerca condotta da Nick Giambruno, l’analista finanziario e geopolitico che vi ho già presentato nel video 254 che si intitola “Attacco ai conti correnti”, dove Nick Giambruno ci mette in guardia sui controlli di capitale, se vi ricordate, se non l’avete visto vi invito a guardare il video 254 prima di guardare questo perché sono collegati. Ci spiega come in ragione dei controlli di capitale che stanno arrivando in Europa, arriveranno negli Stati Uniti, si stanno spargendo nel mondo occidentale, seguirà una confisca dei beni privati a vari livelli, quindi è probabile che siano i conti correnti, ma potrebbero essere anche altre cose.

Diversi tra voi mi hanno chiesto cosa succederà delle pensioni, cosa succederà di quell’altro, non ve lo so dire con precisione perché innanzitutto non credo che l’abbiano ancora deciso e poi dipenderà molto dai conti economici dei singoli stati, quegli stati che hanno un’esposizione enorme sul fronte pensionistico, è possibile che piuttosto di confiscarli semplicemente smettano di erogare le pensioni oppure le riducano drasticamente, ma questo non è una cosa che posso descrivere in dettaglio perché dipenderà per tempi e per modi dalle singole realtà.

Quello che però mi importava di concludere con voi è un discorso sulla prospettiva generale e sull’analisi che Giambruno ha fatto sul suo sito:

dove lui sostiene una tesi di base che vale a dire che la terza guerra mondiale è già cominciata e che non è una guerra cinetica vera e propria, non è uno scontro diretto a livello nucleare tra le tre superpotenze che si stanno confrontando, Stati Uniti, Russia e Cina, ma è invece una guerra a media intensità, vale a dire una guerra combattuta dal vivo su alcuni terreni specifici, vedremo quali sono, e invece in modo indiretto attraverso altri strumenti sulle rispettive nazioni.

Quindi questa è la sua tesi e vorrei prendermi il tempo di elaborare con voi il contenuto di questa tesi anche nell’ottica di quello che descrivo nell’intervista al Vaso di Pandora che vi propongo immediatamente. Non so dire quanto sarà lungo questo video perché voglio avere il tempo di coprire vari temi insieme a voi e ragionarci sopra e se necessario lo divideremo in più pezzi, ma non manco che procediamo, se vediamo che è troppo lungo ne faremo delle puntate così come abbiamo fatto anche negli ultimi due video che di nuovo fanno parte di questo pacchetto, servono per inquadrare un po’ la situazione complessiva. Bene, ora vi propongo quindi l’intervista al Vaso di Pandora. Eccola.

Il piano per ridimensionare l’Europa

[Carlo Savegnago]

Do il benvenuto in collegamento dalla Florida, Roberto Mazzoni. Buongiorno a tutti, ben ritrovato. Ben ritrovato Roberto. Allora, il tema di oggi direi è la virata, a partire dagli Stati Uniti, in merito al conflitto russo-ucraino sull’Ucraina in particolare. Direi che partiamo da questo, è l’analisi da affrontare oggi.

[Roberto Mazzoni]

Allora, innanzitutto vorrei fare una premessa che ha a che fare un po’ con la situazione generale. Larry Kissinger, negli anni ’60, se non sbaglio, disse privatamente una famosa frase che era “essere avversario ai Stati Uniti può essere pericoloso, essere amici ai Stati Uniti è fatale”. Quindi questo tema, questo video potrebbe chiamarsi “amicizie pericolose”.

[Carlo Savegnago]

Hai già dato il suggerimento per il titolo. Ecco qua.

[Roberto Mazzoni]

Allora, non tutti sappiamo qual è l’evoluzione della guerra in Ucraina. La guerra in Ucraina sta andando male per gli ucraini, sono ormai ridotti al lumicino in termini di uomini. Hanno ancora risorse militari sufficienti per resistere ancora per qualche mese magari, a meno che ci siano delle rotture importanti su alcuni fronti, però la direzione ormai è segnata.

Gli ucraini perderanno questo conflitto e probabilmente si sposteranno in un regime di guerriglia. Quindi l’Ucraina potrebbe diventare un nuovo Afghanistan.

[Carlo Savegnago]

Roberto, scusami perché qui c’è molta preoccupazione in Europa, in Italia, eccetera. Secondo te mi sembra di capire da questa disamina, da oltre oceano, che una “escalation” fatale non dovrebbe verificarsi da come ti sento.

[Roberto Mazzoni]

Per il momento no, a meno che i francesi effettivamente mandino truppe in Ucraina. Se i francesi dovessero mandare truppe in Ucraina è praticamente certo che i russi userebbero delle testate nucleari tattiche, quindi testate nucleari con potenza ridotta, con una capacità di istruzione limitata, non quelle di Nagasaki e Hiroshima, credo che siano circa un decimo rispetto alle bombe usate a Nagasaki e Hiroshima, però sufficienti a decisamente fungere da deterrente, anche perché a quel punto sarebbe una chiara indicazione del fatto che la NATO vuole uno scontro diretto, i russi sono consapevoli del fatto che uno scontro diretto potrebbe essere per loro pericoloso, rischioso al punto di perdere terreno o perdere anche una guerra e quindi in quel caso la loro dottrina nucleare prevede automaticamente l’uso di testate nucleari tattiche.

Sentivo un’esperta in materia che è una cittadina ex russa che si trasmette negli Stati Uniti e che sostanzialmente lavora per l’intelligence militare americana, credo molto chiaramente. Tra l’altro i russi arrivano a queste considerazioni non sulla base delle decisioni di Putin o qualcosa del genere, come ci dicono sulla propaganda, ma hanno un vero e proprio software che elabora tutta una serie di parametri e di segnalazioni e di situazioni e quando arrivi a una soglia critica automaticamente fa scattare il regime d’uso delle nucleari tattiche perché a quel punto userebbero nucleari tattiche come deterrente finale della serie. Questa è la linea rossa per noi, non si va oltre, da qui in avanti c’è la distruzione reciproca.

Quindi se i francesi non andranno in Ucraina con una struttura militare organizzata, quindi dei battaglioni strutturati per occupare territorio e tenere il territorio, non c’è problema. I russi continueranno a bombardare gli edifici dove ci sono i vari mercenari o i vari ispettori, consulenti militari della NATO e considerano ucciderli, ma questa sarà una cosa che resterà a quel livello, non c’è un’escalation, in realtà l’escalation sarà sul fonte terroristico sicuramente, e questo già ce lo aveva fatto capire Vittoria Nuland prima di andarsene.

Già l’abbiamo visto nella prassi utilizzata dagli ucraini durante tutta la guerra, nel senso che quando hanno dei rovesci militari importanti, ricorrono ad attacchi terroristici con fronte di obiettivi civili, finora hanno prevalentemente in passato preso di mira il Donbass, però più recentemente abbiamo visto delle operazioni fatte direttamente in territorio russo, nelle due regioni confinanti con l’Ucraina.

Resta da vedere chi sono i veri responsabili dell’attentato a Mosca, però è evidente che con l’attentato di Mosca si è passati in una nuova fase, quindi la nuova fase gli ucraini sono consapevoli di avere perso la guerra, la NATO è consapevole di non poter impedire ai russi di mantenere le attuali posizioni, finire l’occupazione del Donbass, finire l’occupazione di Zaporižžja e di Kherson, che sono le altre due regioni, gli altre due oblast che sono stati annessi con il referendum dai russi e dei quali i russi devono ancora recuperare le due città principali, Zaporižžja e Kherson che sono a cavallo del fiume Dnipro, quindi questo è sicuramente un obiettivo scontato, su cui i russi si stanno muovendo incrementalmente, lentamente, ma costantemente.

Però a questo punto i russi avevano già fatto una dichiarazione prima dell’attentato in cui dicevano che attraverso il portavoce di Putin gli obiettivi iniziali dell’operazione militare speciale erano ormai superati, vuole dire che i russi non si accontentano più di demilitarizzare, di denazificare l’Ucraina, di trasformare l’Ucraina in una nazione neutrale, ma a questo punto ritengono indispensabile rimuovere completamente il governo di Kiev, l’attuale governo di Kiev e poi hanno dichiarato che lo Stato ucraino non è per loro accettabile. Non possono accettare di avere uno Stato che abbia, tra i propri obiettivi dichiarati, la riconquista della Crimea.

Vi ricordo che prima del lancio dell’operazione speciale russa, Zelensky aveva pubblicato un decreto in cui dichiarava che era un obiettivo ufficiale per l’Ucraina riconquistare la Crimea; quindi, questo vuol dire che per i russi non è più neanche accettabile che l’Ucraina sopravviva come Stato, che poi vogliano occupare l’Ucraina dell’Ovest è improbabile perché sarebbe un problema serio, soprattutto in termini di guerriglia, perché già in passato hanno avuto un’esperienza in tal senso.

All’inizio della guerra fredda abbiamo visto diverse ribellioni armate in quell’area e nell’area del Baltico, delle piccole nazioni baltiche contro i sovietici finanziate dall’Occidente, che poi i sovietici sono riusciti a spegnere, però capiscono benissimo che sarebbe un grosso mal di testa, quindi quello che loro faranno sarà ormai quasi certo prenderanno Odessa, quindi chiuderanno completamente l’Ucraina dall’accesso al mare, quindi questo sostanzialmente ucciderà l’Ucraina dal punto di vista economico e poi prenderanno Kharkiv che è a nord est per garantirsi un buffer maggiore nei confronti di eventuali attacchi terroristici o di guerriglia sul territorio russo, e comunque occupando dei territori che sono storicamente russi, sono stati storicamente russi e che hanno comunque una presenza importante di popolazione russa, di origine russa, di lingua russa, che quindi si sente legata alla Russia come nazione di origine.

Quindi questo direi che è la direzione dell’attuale guerra fisica, cinetica. Il problema che abbiamo in questa situazione è che per i britannici questo non è assolutamente accettabile, per i francesi non è assolutamente accettabile, per i tedeschi non è chiaro quale sia la situazione, i tedeschi stanno frenando apparentemente, però sono coinvolti fino al collo.

Di certo i francesi sono inviperiti perché stanno perdendo il controllo in Africa, quindi tutte le ex colonie su cui avevano sostanzialmente mantenuto ancora controllo coloniale se ne stanno andando o se ne sono andate, e questo significa un grosso problema per l’economia francese. Mentre i britannici non possono assolutamente tollerare che i russi possano vincere, questo per ragioni storiche che risalgono ancora all’Ottocento. Quindi quello che succede è che dagli Stati Uniti ci si rende conto che in realtà l’obiettivo che gli Stati Uniti si prefiggevano è stato raggiunto e mi rifaccio a questo a un rapporto pubblicato dalla Rand Corporation, abbiamo già parlato, ricordate è un grosso think tank, vale a dire un gruppo di esperti che lavora per il Pentagono e che di fatto traccia le strategie che poi vengono seguite dai vari politici e dai vari militari.

[Carlo Savegnago]

Già citata Roberto, ricordo ancora un anno e mezzo fa circa suscitando non poche anche polemiche oltretutto.

[Roberto Mazzoni]

Non poche polemiche, infatti. Allora questo è un rapporto ufficiale, ce l’ho qui sul mio monitor, lo può vedere chiunque, si intitola “Extending Russia, competing for advantageous ground” quindi “Extending Russia” vuol dire non estendere la Russia, non è quella l’idea, anche se magari il risultato poi sarà quello. In inglese vuol dire “fa sì che la Russia faccia il passo più lungo della gamba”, quindi fa sì che la Russia sia coinvolta, un po’ come è successo in Afghanistan, in una guerra che poi ne drena le risorse economiche, questa è la logica. E quindi “competere per territorio vantaggioso” e per capire quale è questo territorio vantaggioso bisogna andare a vedere all’interno di questo rapporto che sono 354 pagine, quindi non è un memo, una lettera di presentazione. Non ve lo leggo tutto perché ci vorrebbero parecchie ore, però prendiamo giusto qualche titolo di capitolo che ci dà un’idea di cosa stiamo parlando.

E dice “Capitolo 3, misure da intraprendere. L’azione da fare numero 1 è di ridurre le esportazioni di petrolio”.

[Carlo Savegnago]

E questo è indirizzato a chi? Cioè chi è che importa petrolio dalla Russia? Naturalmente, per via indiretta l’Europa.

[Roberto Mazzoni]

L’Europa, esattamente. Per via diretta, però non più per via diretta ovviamente.

[Carlo Savegnago]

Questo grazie alle lungimiranti sanzioni voglio dire.

[Roberto Mazzoni]

Esatto, infatti sono previste anche queste. Ridurre l’esportazione di gas naturale e ridurre l’espansione delle condutture, di gasdotti: Nord Stream due, Nord Stream uno. Quindi questi sono obiettivi strategici. Imporre sanzioni e poi facilitare la fuga di cervelli dalla Russia. Fornire aiuto letale all’Ucraina, quindi armi. Nel capitolo 4 abbiamo sostenere i ribelli siriani. Quindi attenzione, stiamo già allargando il campo. L’Ucraina è una componente di un campo di battaglia più vasto che vede il Medio Oriente in un ruolo determinante. Infatti, vediamo che mentre la guerra in Ucraina sta spegnendo si accende il conflitto in Medio Oriente. Comunque, l’obiettivo è ridurre l’esportazione di petrolio, ridurre l’esportazione di gas naturale, quindi il blocco energetico.

Dopo di che abbiamo promuovere un cambiamento di regime in Bielorussia, promuovere tensioni nel sud del Caucaso, quindi ci spostiamo nel Caucaso. Ridurre l’influenza russa nell’Asia centrale, da dove vengono i cosiddetti terroristi che hanno fatto l’attentato a Mosca, nell’Asia centrale.

Terroristi che tra l’altro fanno un attentato nel periodo del Ramadan, che non si è mai visto, che fuggono invece di farci uccidere, che non si è mai visto, che si fanno fotografare bendati, quindi non sappiamo chi sono, e che hanno fatto una foto sotto uno striscione arabo dell’ISIS alzando la mano sinistra, che non si fa mai, un terrorista non lo farebbe mai. Un terrorista, che sta per andare a immolarsi per la causa, alza sempre la mano destra, questa è una regola fissa. Quindi chi ha l’agenzia di pubbliche relazioni che ha preparato tutto questo spettacolo non ha ricevuto le istruzioni corrette.

Dopodiché abbiamo: sfidare la presenza russa in Moldavia. La Moldavia è quindi un prossimo obiettivo di tensione, dopodiché abbiamo tutta una serie di altre attività che riguardano lo sviluppo della NATO in Svezia e in Finlandia. Era già previsto.

[Carlo Savegnago]

È proprio un riassunto strategico. Roberto, di quando è questo documento?

[Roberto Mazzoni]

2019. Si, tra l’altro in questo documento si prevede che, tra le conseguenze attese e sfortunate, ci sarà il fatto che gli ucraini perderanno terreno. Quindi una parte del territorio ucraino verrà conquistato dai russi. Quindi l’esito attuale della guerra era stato previsto nella RAND Corporation già nel 2019. Molto prima che la guerra iniziasse, aveva già delineato quella che era la strategia. La strategia è fondamentalmente bloccare il flusso di energia in uscita dalla Russia e in uscita dagli alleati russi. Gli alleati russi comprendono l’Iran, sicuramente, la Siria sicuramente, e poi in qualche modo a questo punto anche l’Arabia Saudita. Perché vi ricordo che l’Arabia Saudita fa parte di Bricks Plus.

[Carlo Savegnago]

Eh sì. Quindi il blocco del flusso energetico è diretto dove?

[Roberto Mazzoni]

Sì, sì, chiaramente. Il territorio, il campo di battaglia è l’Europa. Il nuovo Afghanistan è l’Europa. In questo scenario si integra uno scenario più vasto che è stato riassunto da un ricercatore geopolitico americano, oltre che investitore internazionale, molto simpatico, che si chiama Nick Giambruno, che ha preparato un report, a sua volta, basandosi in parte su questi vari documenti e sulle sue osservazioni, in cui lo sostiene che sostanzialmente siamo già nella terza guerra mondiale, solo che questa terza guerra mondiale non vedrà, per lo meno per lungo tempo, un confronto diretto tra Cina, Russia e Stati Uniti, perché questo porterebbe a un conflitto nucleare e quindi sarebbe la fine di tutto e di tutti.

Ma prevede una guerra su sette fronti contemporanei, continuata e con varie escalation sui vari fronti a seconda di quello che è la situazione, di quello che è indicato. E lui definisce appunto questi sette territori. Allora, il primo di questi è il territorio finanziario, le sanzioni, il blocco del sistema SWIFT per i russi, quindi il sistema di pagamento internazionale di collegamento inter-banca. Questo è già avvenuto, è stato fatto. E questo vede la NATO e compagnia in vantaggio al momento, perché comunque hanno controllo di quel sistema. Però noi sappiamo che BRICS sta costruendo, usando le CBDC, le Central Bank Digital Currencies, quindi le valute emesse dalle banche centrali, digitali, controllate centralmente da Russia, Cina, Brasile, India, quindi tutti i vari paesi BRICS, per creare appunto una specie di nodo di scambio interconnesso che permetta di evitare SWIFT. Sappiamo anche che SWIFT ha annunciato che entro al massimo 12 mesi avranno una versione analoga; quindi, avranno un’infrastruttura per l’euro digitale predisposta per tutto il sistema internazionale in cui si potrà innestare anche il dollaro naturalmente. Il dollaro, tuttavia, si innesterà in modalità diverse, non entriamo adesso nel dettaglio di questa cosa.

[Carlo Savegnago]

Avremo voglia di riparlarne magari.

[Roberto Mazzoni]

Esatto, quindi questo è il primo fronte. Su questo fronte per il momento la NATO è leggermente in vantaggio, però sta perdendo rapidamente questo vantaggio perché dall’altra parte stanno costruendo un sistema alternativo e il sistema che stanno costruendo per resistere al sistema alternativo farà sì che praticamente l’Eurozona verrà strangolata, questo è quello che io prevedo, perché in pratica tutto verrà concentrato nelle mani di pochissimi istituti di credito che controlleranno tutto, il flusso di contanti sarà estremamente limitato e probabilmente nell’Eurozona si perderà anche il controllo di gran parte dei conti correnti da parte dei singoli individui.

Poi vedremo quale sarà l’evoluzione, però questa è una direzione anche perché parallelamente da Bruxelles ci dicono la situazione in Ucraina è grave, dobbiamo prepararci, dobbiamo riarmarci, armiamoci partite e quindi dobbiamo ricostruire un’industria militare, dobbiamo riportarci ai livelli che ci permettono di difenderci da soli eccetera eccetera e gli americani sono sicuramente d’accordo al fatto che gli europei si riarmino a condizione che comprino le armi dagli Stati Uniti.

Non sono assolutamente favorevoli al fatto che costruiscono invece un’industria pesante capace di sostenere la costruzione di armi locale e in questo senso rientra la deindustrializzazione della Germania. Per gli Stati Uniti, il fatto che la Germania venga deindustrializzata, perda l’industria pesante, mi sembra che sia un obiettivo strategico. Perché nel momento in cui la NATO sul fronte europeo dice dobbiamo difenderci dai russi, i russi stanno arrivando, dobbiamo prepararci, riarmarci, la posizione degli Stati Uniti sarà che benissimo, siamo d’accordo, per noi il discorso ucraino è ormai abbastanza finito, vediamo che abbiamo ottenuto quello che volevamo, adesso ci spostiamo in Medio Oriente e il nostro obiettivo comunque rimane Taiwan, comunque il confronto con la Cina, perché la Cina è il vero avversario.

Quindi nel momento in cui la NATO spinta dai francesi, spinta dai tedeschi, in questo caso spinta dai britannici, vuole ricostruire una propria industria capace di produrre in grande quantità armamenti pesanti, gli Stati Uniti faranno di tutto per ostacolarlo, questo è scontato, perché, altrimenti, si creerebbe un terzo polo con cui potrebbero trovarsi in guerra domani e infatti diranno, e stanno già dicendo, per esempio il Presidente Trump, che potrebbe essere il prossimo Presidente, vedremo, ha corretto un po’ il tiro, o meglio ha chiarito la sua posizione, ha detto che non è contrario alla NATO, la NATO può restare al 100%, a condizione che paghiate voi. Quindi questo è il primo fronte.

Poi c’è il fronte economico. Questo è il fronte finanziario, uno dei sette conflitti. Il fronte economico invece è il controllo del flusso del petrolio, del gas naturale, delle materie prime, quindi il blocco di tutte le materie necessarie per la produzione. E in questo caso Brics sono in grande vantaggio. Blocco anche delle rotte di navigazione strategiche. In questo caso, vediamo, Brics ha bloccato il canale Suez, a tutti gli effetti. Gli Huthi recentemente hanno fatto un accordo strategico con Cina e Russia, tale per cui Cina e Russia danno un supporto tattico e in cambio gli Huthi lasciano passare indenni le navi che sono russe e cinesi, bloccando tutte le altre.

Quindi questo di fatto crea un flusso bloccato per l’esportazione europea attraverso il canale Suez, devono fare il giro lungo attraverso, girando intorno all’Africa. E comunque questo non è sufficiente perché gli Huthi hanno dimostrato, grazie anche all’aiuto di Iran, di poter proiettare la pro-influenza anche nel Mare Arabico e quindi potenzialmente verso l’Oceano Indiano.

Ci sono i Somali che sono pronti a dare una mano. Quindi non è così facile circondare anche l’Africa. Di conseguenza questo vuol dire una grossa riduzione delle capacità di esportazione dall’Europa verso la Cina e invece una sostanziale e limitata possibilità di importare perché i cinesi potranno portare quello che vogliono. Quindi in pratica se gli europei vorranno vendere i cinesi dovranno usare le navi cinesi ai prezzi cinesi e alle condizioni cinesi o russe in buona sostanza.

Poi dopo c’è la guerra cibernetica, quindi l’attacco cyberinformatico. Quindi fino adesso abbiamo visto che la NATO ha un vantaggio leggero temporaneamente sul fronte finanziario, ma ha uno svantaggio sul fronte economico. Sul fronte attacchi informatici e guerra informatica siamo più o meno pari, però dobbiamo aspettarci degli attacchi sull’Occidente da parte di attori appunto motivati a bloccare le strutture produttive, le strutture economiche occidentali anche perché nel momento in cui i russi dichiarano e probabilmente faranno seguito a questa posizione facendo una dichiarazione di guerra ufficiale contro l’Ucraina, che sono in guerra con l’Ucraina, sono anche in guerra con tutti coloro che sono cobelligeranti con l’Ucraina e laddove non sono pronti naturalmente non sono interessati a invadere l’Europa occidentale o a scontrarsi militarmente con la NATO e la NATO non è interessata a farlo altrettanto perché non ha la capacità di farlo in questo momento, possono benissimo avviare una guerra di tipo cyberinformatico e creare danni all’infrastruttura europea in tal modo e credo che lo faranno perché per loro a questo punto l’Europa è sicuramente un nemico, non c’è nessun dubbio.

Dopodiché abbiamo l’information warfare, quindi la propaganda, su questo l’Occidente è chiaramente in vantaggio, però c’è il fatto che le persone credono progressivamente meno ai ministeri in media; quindi, è un vantaggio temporaneo che non avrà molto seguito e la propaganda comunque occidentale ha sempre meno efficacia o quasi ne più nessuna efficacia su quello che potrebbe essere il Sud Globale, quindi sul resto del mondo. Poi abbiamo il sabotaggio negabile, quindi operazioni di sabotaggio o tipo Nord Stream 2 o tipo attacchi terroristici dove ciascuno nega l’operato dell’altro e che crea una situazione in cui sia plausibile che possa negare la propria responsabilità anche se però tutto sommato si riesce a capire cosa ci sia dietro e questo vede una sensazionale parità in termini di capacità, per cui questo potrebbe essere un filone che si estende, vale a dire la guerra in Ucraina probabilmente si congelerà in un certo stato dove i russi hanno preso abbastanza territorio da sostanzialmente strangolare l’Ucraina e lasciare che muoia gradualmente affondando insieme all’Unione Europea. Però poi ci potrebbero essere degli attentati in territorio europeo, come ci sono stati in territorio russo, e come ci saranno probabilmente interventi.

[Carlo Savegnago]

Infatti il livello di allerta sta già aumentando un po’ in Europa chiaramente.

[Roberto Mazzoni]

Esatto, considerando il fatto che c’è il coinvolgimento del Medio Oriente, parallelo. Dopodiché abbiamo naturalmente la guerra biologica, l’abbiamo visto col Covid, quindi siamo già lì, entrambi i fronti hanno risorse per poterlo fare, abbiamo visto che di fatto i cinesi e gli americani collaborano in questo senso e dopodiché abbiamo le guerre per procura che sono Ucraina, Medio Oriente e Taiwan.

[Carlo Savegnago]

Il settimo scenario.

[Roberto Mazzoni]

Esatto, e su questo fronte sono BRICS+ ad essere in vantaggio, perché la NATO ha perso in Ucraina, questo è un fatto, Israele perderà nel Medio Oriente, non ha possibilità perché si scontra con mezzi convenzionali rispetto a una strategia di guerriglia che vince semplicemente non perdendo, quindi fin tanto che le forze dei terroristi, o come li abbiamo a chiamare, Hezbollah piuttosto che Hamas, piuttosto che i Huthi, riescono a restare operative e non vengono eliminate, vincono perché di fatto creano una costante interruzione nell’attività economica e Israele sta già risentendo pesantemente di questo, tale per cui alla fine la spunteranno.

E quindi, e su Taiwan gli Stati Uniti non hanno la capacità di proiettare capacità militari su tali distanze ed uscire a combinare qualcosa. Anche perché a differenza di quello che è successo durante la Seconda Guerra Mondiale, dove gli Stati Uniti avevano chiaramente una netta predominanza in termini navali, avevano le portaerei che erano novità in termini tattici e strategici e quindi potevano proiettare una grossa capacità di fuoco dovunque volevano.

Adesso noi sappiamo che la Russia dispone della più grande flotta di sottomarini nucleari e quindi qualsiasi naviglio militare può essere affondato a piacimento e di conseguenza non è possibile proiettare grandi quantità di forza dagli Stati Uniti fuori, al di là degli Stati Uniti. E di conseguenza vediamo che gli Stati Uniti hanno basi un po’ ovunque, che è un ruolo strategico, l’abbiamo visto già con i giapponesi, hanno perso la Seconda Guerra Mondiale perché avevano occupato un sacco di territori, hanno sparpagliato una miriade di isole, territori eccetera e il fatto di essere qui sparpagliati alla fine ha diluito le loro forze e sono stati sconfitti.

Quindi questo è un pochino la situazione. Di conseguenza oggi è chiaro, mi sembra, che a Washington a parte l’attuale amministrazione Biden che è ideologicamente motivata e quindi non può ammettere di aver perso in Ucraina e far di tutto per comunque creare problemi alla Russia fin tanto che resterà al potere. I poteri forti hanno capito che insistere sull’Ucraina in questo momento è perdente. Anzi, il fatto che l’Ucraina sia in difficoltà, il fatto che l’Europa si senta comunque coinvolta e voglio in ogni caso partecipare a questa guerra all’oltranza anche in futuro, facilita quello che è la trasformazione che gli americani vogliono, che la NATO venga spesata sostanzialmente agli europei, che l’Europa diventi ridimensionata in termini di capacità economica perché dal loro punto di vista si era legata troppo ai russi e si era legata troppo ai cinesi e quindi stava alimentando di fatto due avversari strategici, di conseguenza faceva parte del problema.

Di conseguenza sarà un sistema dove la guerra si sposterà sempre di più sul fronte finanziario perché comunque dove gli Stati Uniti stanno vincendo e hanno vinto finora e vediamo anche in questo senso il disaccoppiamento della Federal Reserve rispetto al circuito dell’euro-dollaro che è stato gestito finora dai britannici e che da settembre di fatto tornerà sostanzialmente progressivamente sotto il controllo americano e quindi vedrà un forte prosciugamento di dollari dalla circolazione e qui entriamo nel famoso trend di de-dollarizzazione che se per certi versi può essere visto in modo negativo per il futuro del dollaro come moneta di scambio internazionale, è comunque positivo in questo momento per gli Stati Uniti perché vuol dire riprendere controllo di un’enorme quantità di dollari che erano sfuggiti al controllo di Washington e di New York e che diluivano fortemente le capacità di spesa del governo americano che invece, bruciando questi dollari, ritirando questi dollari può continuare a spendere e spandere ancora per un po’ e in più permette di creare una nuova politica del dollaro che in qualche modo anche rimetta al suo posto l’euro che era diventato concorrente e rafforzando lo yuan.

Infatti vediamo che lo yuan è diventato già da un po’ la seconda valuta di riserva internazionale superando l’euro e vediamo che tra Cina e Stati Uniti nonostante tutto c’è un’intesa in questo momento per assistersi reciprocamente sul fronte finanziario, i cinesi hanno ancora una grossissima riserva di dollari, di titoli del tesoro americani che devono spendere e quindi non vogliono far colare il dollaro, se no anche l’eurozona ne risentirebbe pesantemente, e quindi li stanno spendendo un po’ per volta soprattutto in investimenti in Africa o in America Latina, investimenti infrastrutturali che permetteranno loro di controllare la guerra economica, la guerra degli accessi ai porti, ai flussi delle materie prime dove sicuramente l’Europa ha già perso completamente e non ha chance.

Nel senso che i cinesi hanno una quantità illimitata di dollari che possono arrivare e proporre agli africani per quale motivo gli africani dovrebbero accettare le offerte di Bruxelles che hanno quattro spiccioli e che non sappiamo se domani ci sono ancora, quindi nessuno fa particolare affidamento sul futuro dell’Unione Europea.

Quindi vediamo questo tipo di strategia e per gli americani va bene perché vuol dire che stanno sfruttando questa riduzione, è come se usassero una riserva di valore ceduta loro dai cinesi per continuare a mantenere le loro attività e trasformare la propria economia da un’economia sostanzialmente di importazione a un’economia di produzione interna, anche perché si sono resi conto, e direi che l’Ucraina sia stata una sveglia per tutti, del resto il rapporto RAND già lo chiariva, che gli Stati Uniti dipendono pesantemente dalla Cina per la fornitura di materiale indispensabile per la produzione di armi e quindi è assurdo che dipendessero dal proprio avversario per poter essere competitivi. Non ha proprio senso, di conseguenza per gli americani è indispensabile riportare industrie in America, ricostituire nuove industrie e magari importarle come stanno facendo dalla Germania.

Ci sono parecchie industrie che stanno spostando, che stanno andando vuoi nei Stati Uniti, vuoi in Cina, vuoi in Ungheria, dove c’è accesso all’energia a basso costo perché non è possibile portare avanti un’attività di industria pesante con un’energia costosa.

[Carlo Savegnago]

Certo, senti Roberto, che considerazione possiamo fare in chiusura di questa direi importantissima tua reazione che parte da un’analisi dei punti principali di questo documento della Rand Corporation, proprio in due minuti, come possiamo chiudere questa analisi? Ti vedo con un sorriso sornione.

[Roberto Mazzoni]

Studiate Bitcoin perché l’euro è finito, l’euro non ha possibilità di sopravvivere. Ci sono proprio i corsi anche di Bitcoin, la regione si chiama la regione di Bitcoin e per tutti i nostri amici ascoltatori basta andare all’interno del sito www.mazzoninews.com dove ci sono tutte le spiegazioni e per questo aspetto che diventerà assolutamente essenziale. Sì, perché la grossa differenza che oggi vedo tra l’establishment finanziario americano e l’establishment finanziario europeo e che mi fa capire che gli europei non hanno proprio capito, cioè gli europei di Bruxelles, gli europei di Francoforte, oppure hanno capito e fanno finta di niente.

Laddove da Bruxelles stanno cercando di limitare l’accesso a Bitcoin e di nuovo io non fornisco consiglio di investimento ma quello che vi invito è documentatevi, imparate. Stanno bloccando l’accesso a Wall Street invece l’hanno adottato a piedi e mani. BlackRock ha lanciato questo fondo di investimento insieme ad altre dieci aziende e sta avendo un risultato clamoroso e BlackRock ha addirittura annunciato che lancerà il proprio token; quindi, lancerà la propria versione probabilmente di dollaro digitale e che sarà in concorrenza magari addirittura con la Federale Riserva.

Quindi negli Stati Uniti vediamo un grosso cambiamento, un riassetto di pesi dove hanno capito che l’oro sta migrando pesantemente verso l’est perché Cina e Russia hanno smesso di comprare da tempo, anche l’Arabia Saudita hanno smesso di acquisire da tempo titoli stati americani a garanzia e quindi stanno comprando oro in grande quantità che viene da dove?

Viene dall’Occidente, l’oro è quello che è, quindi si trasferisce dall’Occidente verso l’Oriente e parallelamente nessuno è interessato a tenere euro perché quello se ne fanno, nel senso non si capisce, l’euro è un derivato, in qualche modo un collegato al sistema dell’euro-dollaro, nel momento in cui gli americani vogliono prosciugare il sistema dell’euro-dollaro perché devono riportare i dollari in casa per finanziare le loro attività, l’euro non ha motivo di continuare ad esistere.

[Carlo Savegnago]

È una scusa termine insomma, ecco dai.

[Roberto Mazzoni]

Esattamente e purtroppo le scelte di Bruxelles/Francoforte vanno esattamente in quella direzione, per cui gli americani sono felici, sono contentissimi. Per cui infatti vediamo che l’economia americana sta andando alla grande, credo che abbiano esportato 250 miliardi di armi all’Europa durante il periodo della guerra in Ucraina e le esportazioni sono destinate soltanto ad aumentare; quindi, vuol dire che i posti di lavoro e il fatturato per l’America è in crescita.

[Carlo Savegnago]

Senti Roberto, mi viene da considerare, da valutare bene insomma cosa fare alle elezioni di giugno qui alle europee, ammesso che possa servire a qualcosa, vista la classe che implicitamente hai commentato, senza dirlo, la classe politica dove ci ha condotto, da valutare molto bene, ma molto bene cosa fare a giugno e chi votare e chi no direi. Roberto siamo in conclusione, io ribadisco è stata una disamina questa qui da ascoltare e riascoltare perché ci fornisce proprio una visione molto ampia su cui anche riflettere prima di tutto ognuno di noi. Caro Roberto ti ringrazio, noi ci diamo appuntamento al mese prossimo, visto che abbiamo tutti noi a Vaso di Pandora e tutti i nostri amici ascoltatori hanno il piacere e l’opportunità di ascoltare le tue analisi, noi ci diamo appuntamento ad aprile.

[Roberto Mazzoni]

Sicuramente, nel frattempo buona Pasqua.

[Carlo Savegnago]

Buona Pasqua a te e grazie, grazie a tutti voi amici ascoltatori.

Le alternative

Abbiamo visto quindi che questa intervista è basata sostanzialmente su due documenti, uno è un lunghissimo documento programmatico proposto dalla Rand Corporation 2019 che descrive in che modo mettere in difficoltà la Russia, voglio dire in che modo indebolire la Russia a livello sia militare sia economico per determinarne un cambio di regime. Qual è lo scopo del cambio di regime? Il loro scopo è molto semplice, c’è già un programma già ben dettagliato che gli Stati Uniti, da parte degli Stati Uniti e soprattutto da parte della Gran Bretagna che ha sempre avuto questo obiettivo di suddividere la Russia, di prendere l’attuale federazione russa e suddividerla in 18 nazioni indipendenti, un po’ come hanno fatto con l’ex-Yugoslavia. Quindi balcanizzare la Russia in modo da poterne poi dopo saccheggiare risorse.

E questo è un obiettivo molto caro alla NATO, molto caro anche alla Unione Europea, perché l’Unione Europea come costruzione economica e costruzione politica sta perdendo senso nella competizione mondiale, in più si trova anche a confronto con la competizione diretta tra Stati Uniti e Cina e di conseguenza ha bisogno di accedere a risorse a basso costo, deve avere modi per poter mantenere il proprio stile di vita, poter mantenere il proprio meccanismo finanziario contorto che ha costruito intorno all’euro e di conseguenza ha bisogno che la Russia venga smembrata e poter quindi prendere risorse russe che sono le risorse più numerose, più ricche del pianeta. Questa è un’attività interessante anche per gli Stati Uniti per motivi più che altro di preminenza di indebolire la Cina eliminando un alleato importante che è la Russia e questo è il motivo per cui la guerra in Ucraina come abbiamo visto anche negli ultimi due video che spiegavano l’evoluzione della guerra in Ucraina non finirà, non finirà mai forse, nel senso che l’obiettivo dell’Unione Europea è quello di prolungare questa guerra fino a che la Russia non verrà smembrata, fino a che non otterrà quel risultato, sarà un conflitto costante, magari non all’intensità attuale, magari sotto forma di guerriglia.

Infatti per questo che il titolo di questo video è Europa: il nuovo in Afghanistan, una guerra che potrà durare vent’anni e che va a smontare progressivamente tanto la Russia quanto il continente europeo.

E questo era già previsto nel rapporto della RAND Corporation del 2019. È ipotizzato il fatto che la Russia potesse vincere, in Ucraina potesse perdere territori importanti, fosse necessario far entrare nella Nato sia la Svezia che la Finlandia, insomma tutte le evoluzioni che abbiamo visto erano già state programmate. E la programmazione non era tanto quella di difendere l’Ucraina, a cui francamente non credo che interessi assolutamente a nessuno all’interno della NATO, ma quanto di indebolire la Russia. Questo è stato dichiarato quasi fin dall’inizio dai vari personaggi di punta in questa situazione, interessati a questo smembramento abbiamo una serie di personaggi a partire dall’Unione Europea per i motivi che abbiamo visto.

L’Unione Europea ha una sua agenda specifica, l’Unione Europea vuole smontare le realtà nazionali europee, vuole creare un unico grande Stato con un coordinamento finanziario e politico di conseguenza in Germania attraverso la Banca Centrale Europea e quindi l’euro digitale, l’asservimento di tutto il sistema finanziario, il sistema bancario europeo sotto un’unica grande entità controllata dalla Germania, mentre parallelamente la funzione militare verrebbe delegata alla Francia, che si propone come responsabile del coordinamento strategico della costruzione dell’esercito che dovrebbe confrontarsi con i russi e che dovrebbe poi essere un’alternativa agli Stati Uniti, quindi creare una forza militare NATO indipendente.

Ora abbiamo visto qual è stato il risultato strategico delle scelte francesi nelle ultime due grandi guerre e quindi questo certo non è una garanzia, però quello che dovete capire è che questo progetto non è un progetto incidentale, non è una cosa che viene fatta unicamente allo scopo di infastidire la Russia, fargli dare fastidio a Putin, cercare di far dimettere Putin perché sta antipatico a qualcuno in Occidente. No, ci sono una serie di esigenze finanziarie e politiche estremamente precise. Da una parte servono le risorse russe per mantenere l’élite europea a galla, perché altrimenti a galla non resta.

C’è poi un antagonismo storico da parte della Gran Bretagna nei confronti della Russia che vuole a tutti i costi smembrare la Russia e non si accontenterà di nulla fino a che non avrà riconquistato il controllo della Crimea. Di fatto, come diceva uno studioso in particolare, un economista americano che conosce molto bene la Russia perché ha aiutato la Russia a rimettersi in piedi dopo gli anni 90, Jeffrey Sachs, sentivo una sua intervista recentemente, quello che stiamo vivendo oggi in Ucraina sia come modalità, sia come propaganda, sia come attori in gioco, è una replica della guerra di Crimea che si è verificata nel 1853, a metà dell’800, che vedeva di nuovo i britannici, l’impero britannico in particolare, che attaccava la Russia con l’obiettivo di bloccare l’accesso russo al Mar Nero e con la scusa, in quel caso, che stava per invadere l’India.

Cioè il pericolo della Russia all’epoca che era l’impero russo era quello che potesse conquistare l’India che era il gioiello della corona dell’impero coloniale britannico. E non è cambiato niente, è cambiata la narrazione, però gli obiettivi rimangono gli stessi, di conseguenza non esistono prospettive a breve scadenza per cui il conflitto ucraino possa risolversi, salvo che attraverso un intervento dei russi che tuttavia sarà necessariamente misurato perché a loro volta non vogliono far scoppiare un conflitto nucleare.

Nessuno, quasi, nessuna delle persone coinvolte vuole far scoppiare un conflitto nucleare e qui stiamo parlando di Stati Uniti, Cina e Russia. Non saprei dirvi per quello che riguarda l’élite britannica o per quello che potrebbero essere l’élite francese e tedesca che mi sembrano un pochino fuori, più fuori dal contesto generale, ma diciamo che a parte alcune fazioni di cui abbiamo parlato nei video più recenti che mirano all’anticipazione di quella che si apocalisse, non ci sono fazioni politiche che mirano direttamente al conflitto nucleare. Tuttavia questo potrebbe comunque essere un risultato dell’attuale situazione di tensione visto che a furia di spararsi prima o poi può partire il colpo che innesca poi uno scontro nucleare vero e proprio.

Ma ipotizziamo che non sia questo il pericolo e che quello che stiamo per attraversare è un periodo di lunga guerra, diciamo su più fronti di quella che chiamano una guerra non convenzionale, una guerra simmetrica, un confronto dove i territori di combattimento sono diversi, non c’è una guerra dichiarata, tutti si sparano ma dicono “non sono stato io, ma in realtà noi non siamo in guerra, noi aiutiamo lui, lui che sta facendo questo” quindi tutti cercano di negare la propria sensibilità a parte di reti coinvolti, in questo caso la Russia e l’Ucraina, però l’intenzione da parte dei principali giocatori è di non avere un scontro diretto se possibile tra Stati Uniti, Russia e Cina, ma di mettere in gioco tutti gli altri, quindi il campo di battaglia diventa tutto il resto.

E i tre campi di battaglia principali che sono stati identificati facilmente in questo caso perché non è difficile farlo da Giambruno sono naturalmente il territorio dove la Nato ha scelto di confrontarsi con la Russia e dove si continuerà a confrontare con la Russia fino a che la Nato non verrà completamente demolita, poi c’è il Medio Oriente dove abbiamo Israele come elemento importante, abbiamo visto quello che sta succedendo e poi infine abbiamo Taiwan. Gli Stati Uniti hanno già mandato dei soldati, hanno già creato una postazione militare a Taiwan, sono forse 100-200 soldati, non è un gran numero che ha la funzione prevalentemente di innesco, qui lo chiamano trip wire, vale a dire il filo che si tende vicino al percorso di una persona affinché quando ci inciampa faccia scoppiare la bomba o faccia scattare l’allarme. In questo caso questi soldati americani sono sul posto come deterrente, vale a dire se i cinesi lanciano un’operazione militare contro Taiwan questi militari americani si sarebbero coinvolti e quindi verrebbe coinvolto automaticamente anche l’esercito statunitense, le forze armate statunitensi. Gli americani non sono naturalmente interessati a fare un’escalation, nemmeno la Cina, ci sono confronti continui su questo fronte, però è evidente che già dalla presidenza Trump e poi ancora di più con la presidenza Biden i rapporti tra Stati Uniti e Cina si sono deteriorati e sono destinati a continuare a deteriorarsi.

Quindi anche in questo senso quello che è un impianto economico che oggi, che finora ha visto la Cina come un motore di produzione che esportava e importava dall’Europa e da altre parti del mondo è destinato a riconfigurarsi perché i principali attori che gestiscono comunque i flussi di importazione e esportazione, gestiscono i flussi di energia, questi sono appunto Russia, Cina e Stati Uniti, tenderanno a staccarsi, tenderanno a creare non tanto una guerra fredda perché in realtà stiamo parlando di una guerra abbastanza calda se per questo, però un confronto che crea delle fratture, una sempre maggiore difficoltà ad avere un commercio di questo tipo, cioè a continuare con delle reazioni di un certo tipo. Sappiamo che ci sono naturalmente forze invece a Wall Street e altrove che avrebbero da mantenere lo stato squadro precedente e quindi ci sarà un confronto su vari terreni e il punto debole, il tallone d’Achille, tutto questo impianto naturalmente è il sistema finanziario. Ora andiamo quindi a vedere meglio qual è l’ipotesi fatta Giambruno sulle sette aree di conflitto che ho già accennato nell’intervista del Vaso di Pandora e che saranno coinvolte decisamente, che sono già coinvolte di fatto in questa guerra, in modo che voi abbiate una prospettiva di quello che sta succedendo, di quello che potrà succedere e riusciate anche meglio a interpretare la propaganda che ormai è quotidiana più gli eventi che si susseguiranno, gli eventi di attualità nel futuro, incasellandoli correttamente perché a quel punto avrete un punto di riferimento, avrete una struttura di riferimento.

Naturalmente io sto facendo questo discorso non perché voglio deprimervi, non è questo l’obiettivo, ma per farvi capire che siamo effettivamente a un momento di svolta, non si torna indietro, anche perché il sistema finanziario è in modalità di autodistruzione, è come quando inneschi all’interno di una volta spaziale, abbiamo visto nei film di fantascienza che si innesca l’autodistruzione, c’è il contro rovescia, la navetta sta per esplodere, quindi ci sono alcune navette più piccole con cui è possibile fuggire, una in particolare che si chiama Bitcoin, con dei posti limitati, vuole dire i primi che arrivano se si vedono meglio e mi rendo conto che per molti di voi Bitcoin è una cosa assurda, è una cosa di cui non volete sentire parlare, di nuovo non voglio farvi consigli di investimento, ma quello che vi prego è di dedicare il tempo per capire meglio come funziona e capire meglio cosa sta succedendo parallelamente, perché il mondo non si sta affermando, questa idea del fatto che questa élite che tutto sommato procede in modo inarrestabile con i paraocchi, anche perché non è in grado di vedere neanche quello che la circonda, possa vincere tutti i costi non è garantito, anche perché proprio sono talmente incapaci di vedere quello che c’è intorno loro, sono talmente sicuri di loro e di sé da non prendere in considerazione nessun fattore avverso che finiranno per distruggersi, finiranno per essere sconfitti come stiamo vedendo, come sta succedendo ad esempio in Ucraina.

Però non c’è bisogno di finire insieme a loro, non c’è bisogno di fare come i lemming che viaggiano tutti insieme, coordinati fino al precipizio e poi si buttano di sotto, lasciamo che i lemming vadano avanti e noi prendiamo un’altra direzione. E di nuovo si può prendere dedicando del tempo, richiede tempo, bisogna capire le regole del gioco, bisogna riprendersi il controllo di quello che è la propria vita e la propria vita dipenderà in futuro fondamentalmente dei sistemi finanziari, perché nel momento in cui il sistema finanziario viene modificato, si sta già modificando e si sposta nell’arrivo del potere altrove, si può trovare il modo appunto di salvare noi stessi e magari salvare anche gli altri e una parte degli altri, non possiamo garantire di salvare tutti perché questo potrebbe essere eccessivo, ma sicuramente contribuire affinché non soltanto il danno sia ridotto ma ci siano delle grandi opportunità in alternativa.

Roberto Mazzoni

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