Shareholder Capitalism – neo-liberalismo

Lo shareholder capitalism alla lettera significa capitalismo degli azionisti è un nome inventato di recente per indicare un sistema economico chiamato in origine neo-liberalismo la cui definizione è la seguente: un approccio politico che favorisce il capitalismo del libero mercato, la deregolamentazione e una riduzione della spesa pubblica.

Lo shareholder capitalism assegna la posizione di preminenza agli shareholder – azionisti. Consiste nell’idea che una corporation (società per azioni o azienda in generale) sia responsabile unicamente di aumentare il valore a beneficio dei propri azionisti. Tale modello fu reso popolare negli anni settanta dall’economista Milton Friedman, insignito del premio Nobel per l’economia. Friedman sostiene che i manager di un’azienda lavorano per i proprietari (azionisti – shareholder) e che l’unica responsabilità sociale di un’azienda sia di “usare le proprie risorse per impegnarsi in attività progettate per aumentare i propri profitti a condizione di restare all’interno delle regole del gioco, il che significa impegnarsi in una concorrenza libera e aperta senza frode o inganno”.

I principi fondamentali dello shareholder capitalism come definito da Milton Friedman sono:

  1. Massimizzare i profitti
  2. Delegare le attività filantropiche ai singoli membri della società, agli azionisti
  3. Permettere un libero mercato, privo di influenze indebite da parte del governo, delle banche centrali e dei monopoli

Le modalità per raggiungere tali obiettivi sono:

  1. Maggiore produttività e minori costi
  2. Una maggiore quantità di prodotti o servizi
  3. Prezzi minori o qualità superiore
  4. Vendite maggiori
  5. Pianificazione a lungo termine

Alcuni strumenti per farlo sono:

  1. Incentivi e formazione dei dipendenti
  2. Fiducia dei clienti nell’azienda
  3. Soddisfare esigenze reali
  4. Attività di pubbliche relazioni

Le persone che compongono un’azienda (corporation) dovrebbero essere unicamente focalizzate sul creare il massimo dei profitti.

Le attività filantropiche non dovrebbero essere condotte a nome della corporation, ma sarebbero a discrezione dei singoli, in particolare dei singoli azionisti (shareholder).

Il management e i dipendenti dell’azienda potrebbero dedicarsi ad attività filantropiche nel proprio tempo libero.

Secondo Milton Friedman, questo tipo di organizzazione è ottimale e, nel lungo periodo, porta benefici a tutte le persone coinvolte.

Il CEO o amministratore delegato e il management aziendale sono ingaggiati dal consiglio di amministrazione per gestire l’azienda e beneficio degli azionisti.

L’obiettivo primario del management è di aumentare il profitto, facendo crescere il valore delle azioni societarie e i dividendi per gli azionisti (la porzione di profitto aziendale che viene versata agli azionisti).

Il management è anche incentivato a far aumentare il valore delle azioni perché di solito ne possiede una quota oppure dispone di opzioni che ne consentono l’acquisto a certe scadenze,

Gli impiegati/dipendenti dell’azienda vengono coordinati dal management con l’obiettivo di ottenere la massima produttività.

Il loro incentivo primario consiste nella stabilità a lungo termine del posto di lavoro e nelle possibilità di carriera (opportunità) che si manifestano quando un’azienda cresce e aumenta i posti di lavoro. Lo stipendio è una componente importante e dipende anch’esso dal successo aziendale. Un’azienda di successo di solito prende una parte dei profitti e li reinveste nell’azienda stessa anche a beneficio di quei dipendenti che siano stati in grado di aumentare la propria produttività oppure possano farlo in futuro.

Gli azionisti – shareholder sono individui che vogliono ricavare denaro che dia loro la possibilità di essere liberi dagli impegni fissi quotidiani o che dia migliori prospettive per il futuro economico della loro famiglia.

I clienti vogliono prodotti o servizi che considerano di valore e che siano più convenienti, o perché costano meno oppure perché sono più facili da usare o da procurare. Desiderano una qualità migliore del servizio e maggiore efficienza nell’uso del prodotto oppure del servizio.

Tanto gli impiegati quanto i clienti possono anche far parte degli azionisti e  spesso lo sono sia a livello personale sia tramite fondi di gestione del risparmio a cui abbiano aderito, quindi c’è uno scambio costante fra i tre gruppi.

Infine abbiamo la società in generale che vuole una maggiore scelta di prodotti e servizi e maggiore benessere che non si traduce semplicemente in più soldi, bensì nella disponibilità di beni di qualità utili per un buon stile di vita.

Tutti i soldi del mondo sarebbero inutili infatti se foste su un’isola deserta senza nulla da mangiare e da bere e senza un posto in cui ripararvi dalle intemperie. Disponendo di un livello di vita migliore le persone sono anche più portate ad attività filantropiche di loro scelta.

La società civile nel suo insieme abbraccia tutti i componenti dell’economia compresi il management e gli impiegati dell’azienda.

Al fine di generare profitti crescenti, in un libero mercato, l’azienda dovrebbe aumentare la propria produttività il che significa anche ridurre i costi di produzione e aumentare la produzione vera e propria. Dovrebbe aumentare le vendite e mantenere la crescita costante nel lungo periodo.

I clienti dovrebbero conoscere l’azienda, apprezzala e fidarsi della stessa.

La fiducia viene guadagnata sia dando un buon servizio sia partecipando ad attività di pubbliche relazioni che rafforzano l’immagine dell’azienda nella società.

Si cerca di costruire una comunità di utenti che gravitano intorno all’azienda, non solo online, ma anche nel mondo reale, il che vale particolarmente per quelle imprese che operano al di fuori di Internet.

L’ideale è avere un prodotto/servizio superiore a prezzi che i clienti considerano equi per il valore che assegnano al prodotto/servizio.

Nel complesso il cliente deve sentirsi meglio nel venire da voi che non andare da un concorrente.

Le attività di PR vanno indirizzate verso iniziative filantropiche e il sostegno di cause che il vostro tipo di cliente sostiene.

Questa è una rappresentazione ideale di un’economia libertaria che viene anche chiamata shareholder capitalism. Viene quindi inquinata dall’intervento sconsiderato del governo che approva leggi che producono conseguenze inattese, come quelle varate nel 1995 negli Stati Uniti che hanno spinto tutti gli amministratori delegati a guardare solo al profitto di breve periodo anziché pianificare sul lungo periodo.

Ci sono tre critiche principali a questo modello portate dai fautori di un pesante intervento governativo nell’economia.

  1. Il sistema favorisce il mantenimento di stipendi bassi.
  2. Le aziende inquineranno il pianeta pur di ricavare più profitti.
  3. Si creano ingiustizie sociali per il divario economico generato tra le varie classi.

Benché queste obiezioni appaiano credibili di primo acchito, soprattutto quando proposte su un libro di testo oppure un articolo di giornale, sono facilmente smentite dai fatti.

Qualsiasi imprenditore che abbia lavorato realmente con dipendenti sa bene quanto sia raro trovare persone produttive e competenti e quindi è sempre disposto ad aumentarne lo stipendio pur di mantenerle all’interno della propria azienda.

Qualsiasi minaccia di riduzione degli stipendi si traduce sempre in un crollo della produttività di un impiegato. La persona sarà profondamente demotivata e quindi il risparmio che l’azienda ha cercato di ottenere con una diminuzione dei compensi si traduce sempre in una perdita ancora maggiore.

Come minimo verranno sprecate tutte le risorse che sono state impegnate nell’addestrare la persona e portarla all’attuale livello di produttività. Inoltre la demotivazione porterà a un calo delle vendite in maniera diretta oppure indiretta.

In realtà l’imprenditore è sempre incentivato ad aumentare il compenso ai propri dipendenti se questo può tradursi in una produttività maggiore. Per quel che riguarda il personale, un’azienda sana si focalizza innanzitutto sulla produttività.

Gli stipendi posso restare stagnanti per un certo periodo mentre i profitti aumentano, ma nel lungo periodo tendono ad adeguarsi al maggiore profitto. Il personale produttivo ha un forte potere contrattuale nei confronti del proprio datore di lavoro soprattutto se è specializzato. E’ difficile, anche negli USA, trovare dipendenti competenti.

Questa è la realtà nel mondo reale come può essere confermato da chiunque abbia una minima esperienza imprenditoriale.

Maggiore è l’avidità dell’imprenditore e del management quindi, maggiori dovrebbero essere i benefici per i dipendenti in un’economia che non sia distorta da fattori che sono fuori dal controllo di entrambe le parti.

Per quel che riguarda l’inquinamento la maggior parte delle aziende non vuole correre il rischio di perdere la fedeltà e la benevolenza del pubblico e dei propri clienti.

Quando BP (British Petroleum) causò la grave fuga di petrolio nel Golfo del Messico, la perdita dovuta alla caduta d’immagine fu molto più grave del danno fisico subito nell’incidente.

L’ingiustizia sociale infine è molto più presente in qualsiasi regime totalitario, anche socialista, rispetto a qualsiasi altra nazione democratica. Il libero mercato tende quindi ad eliminare questi aspetti. Adottare politiche discriminatorie da parte di un’azienda, ad esempio, elimina immediatamente una quota importante di potenziali clienti.

Il datore di lavoro assumerà chiunque sia in grado di produrre il massimo profitto, indipendentemente dalla nazionalità oppure dal colore della pelle.

Roberto Mazzoni

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