L’impero colpisce ancora – parte 1 – MN #274

In questo video che è di natura storica scoprirete alcune cose che sono sicuro che non conoscevate e mi auguro potrete avere una visione un po’ diversa degli eventi che stiamo vivendo a giorno d’oggi. È un primo video quindi faremo una parte dell’esplorazione necessaria per capire quelle che sono le origini della condizione in cui si trova l’Occidente oggi e sarà una ricerca che condurremo insieme, quindi via via mi auguro che riusciremo a scoprire sempre cose nuove fino ad arrivare alle radici del problema.  Quello che dovete prepararvi naturalmente è mettere in discussione molte delle nozioni che avete appreso nelle lezioni di storia oltre che nella cultura generale, quindi quello che in generale si pensa che sia la situazione delle cose.

Una cosa che dovete comunque tenere presente è che tutti i fatti che vi riferirò non coinvolgono un popolo nel suo insieme. All’interno di ogni popolo ci sono i criminali, c’è una certa porzione dei criminali che quando prendono controllo della nazione trasformano un’azione in un’azione potenzialmente criminale o comunque riescono a generare molti più danni rispetto a quelli che potrebbero fare individualmente. Un’altra cosa importante è che i criminali tendono a confluire verso i posti di comando, quindi sono attratti da quelle posizioni da cui possono esercitare il massimo danno possibile o possono arricchirsi al massimo delle possibilità. Tendono anche a consorziarsi, quindi si attirano l’uno con l’altro anche perché si trovano meglio con persone che la pensano come loro, sono rassicurati dal fatto che intorno loro ci siano altri che sono criminali alla pari di quanto non siano loro, anche perché loro sono convinti che tutto il mondo sia così, cioè che sia normale essere criminale come loro sono.

Un’altra cosa importante è che cercano di andare verso il potere e verso quelle nazioni, quelle organizzazioni, quelle famiglie o quegli individui che sono famosi, sono ricchi, sono prosperi, più che non verso situazioni che sono povere proprio perché vogliono ottenere il massimo beneficio di quello che c’è e di conseguenza quando una nazione emerge a seguito di grandi progressi, magari tecnologici oppure economici oppure politici, vedremo presto arrivare i criminali che cercheranno di andare in cima il prima possibile e che trasformeranno il potere di quella nazione in un potere distruttivo da usare ovunque è possibile e anche contro la nazione stessa. In questo video parleremo della Gran Bretagna e la Gran Bretagna ha dato molti contributi al mondo, scoperte scientifiche, tecnologiche, economiche importanti, la Magna Carta, il documento, il primo documento che sancisce la presenza dei diritti umani, di una certa quantità di diritti umani e ne sancisce anche la protezione e poi gli inglesi ci hanno anche dato un sistema giudiziario più equo e la prima rivoluzione industriale.

Quindi ci sono stati molti contributi positivi da parte della Gran Bretagna e promettono gli elencati tutti che hanno fatto sì che l’intero mondo progredisse, proprio perché la Gran Bretagna era diventata la nazione più potente del mondo in ragione della sua flotta, in ragione delle sue scoperte, in ragione del fatto che aveva una prosperità interna che le permetteva di espandersi verso l’esterno, è diventata naturalmente l’obiettivo dei criminali. Ci focalizziamo su di essa perché la Gran Bretagna è stata l’ultimo grande impero, l’ultimo vero grande impero. Quello americano è una specie di surrogato e come vedremo è abbastanza mescolato, intricato con quello britannico, anche perché quello britannico come tutti gli imperi del resto non vuole morire e vuole cercare di proseguire attraverso appunto gli Stati Uniti o attraverso qualsiasi altro sistema gli permetta di essere proiettato nel futuro. È un po’ come quando vediamo nei film degli alieni, che si uccide un alieno e l’alieno prende controllo del corpo del suo uccisore.

La situazione è simile. Quindi ci concentreremo su questo perché oggi la Gran Bretagna rappresenta comunque un elemento chiave nella situazione geopolitica mondiale e in particolare quella europea. Nel prossimo video vedremo alcune informazioni che sicuramente non conoscete relative alla Gran Bretagna e che vengono proposte da Sorella Amore, un’autrice che ho già proposto in passato, australiana, che in ragione della sua cittadinanza australiana, del suo back ground, naturalmente conosce certe cose molto meglio di noi e che ha condotto alcune ricerche su quello che l’effetto che la casa regnante della Gran Bretagna ha ancora sul Commonwealth.

Il Commonwealth, che in inglese significa benessere comune come parola, è un’associazione di 56 stati che riunisce tutte le nazioni che facevano parte del vecchio impero britannico e di questi 56 stati 15 sono ancora regni del Commonwealth, voglia dire sono ancora nazioni dove il re Carlo, che è l’attore regnante della Gran Bretagna, è monarca, sovrano. Quindi sono ancora sotto la sovranità diretta della corona inglese. Tra queste nazioni per inciso c’è il Canada e l’Australia. Nel video si parla anche di Andy Warhol che era un artista americano considerato in qualche modo il leader nell’arte pop, nell’arte popolare. Ok quindi ora vi propongo il primo video, eccolo.

La famiglia che possiede mezzo mondo

[Sorelle Amore]

La Regina è morta. Lunga vita al Re. Il giorno 8 settembre 2022, queste parole hanno segnato la scomparsa della regina Elisabetta II, ponendo fine al regno più lungo della storia britannica e annunciando l’ascesa di un nuovo re, Carlo III. Con il suo nuovo titolo, Carlo ha ereditato una quantità fenomenale di ricchezza

[Cartone della Regina Elisabetta II]

Ho più soldi di chiunque altro al mondo, giusto?

[Cartone di maggiordomo]

Sì, Maestà.

[Sorelle Amore]

E ora è a capo della famiglia più ricca della terra, un’organizzazione che loro stessi chiamano La Ditta. Per anni, i beni della famiglia reale sono stati avvolti nel mistero, nascosti dietro leggi volte a proteggere il loro vero valore. Ma di recente, molte testate giornalistiche hanno contribuito a sollevare il velo, scoprendo un livello di ricchezza che sfida ogni immaginazione. Si potrebbe pensare che sia un’esagerazione suggerire che la regina Elisabetta possedesse il mondo intero, ma in realtà potrebbe essere vero. Perché, legalmente, possedeva un’area del pianeta più grande di quella posseduta da chiunque altro, compresi terreni che la maggior parte delle persone pensavano fossero propri. Secondo le statistiche, la ricchezza personale della regina Elisabetta è stata stimata in circa mezzo miliardo di dollari. Ma questa cifra è molto fuorviante, poiché per legge possedeva molto di più. La stragrande maggioranza di tale ricchezza occulta consisteva di terreni.

Nel solo Regno Unito, il monarca possiede la Tenuta della Corona, che è più di centomila ettari in tutto il regno, o circa lo 0,5% della superficie della nazione. Ma questo in realtà non è accurato, poiché la regina Elisabetta possedeva effettivamente l’interesse superiore su tutte le terre in Inghilterra, Galles ed Irlanda del Nord, il che significa che, per legge, la sua proprietà prevale su quella di qualsiasi altro proprietario terriero, il che significa che ogni proprietario terriero nel Regno Unito era semplicemente in affitto su un terreno posseduto da lei. E tale autorità suprema su tutte le terre non è esclusiva del Regno Unito, poiché la Corona e il monarca possiedono anche terre in altri 15 regni del Commonwealth in tutto il mondo, tra cui Nuova Zelanda, Bahamas, Australia e Canada. In Australia, ad esempio, la terra della corona è quasi un quarto dell’intero paese. In Canada, è ancora di più, quasi il 90% di tutto il territorio nazionale. Ma ancora una volta, anche queste cifre non sono del tutto corrette, perché, tecnicamente, la Regina possiede effettivamente ogni singolo pezzo di terra in queste nazioni. In Australia, ad esempio, uno studio legale ha spiegato che, anche se molti proprietari terrieri australiani credono di possedere la propria terra, in realtà non è così. Legalmente la Corona detiene la proprietà assoluta di tutto.

Ciò significa che nessuno possiede veramente terreni in nessuno dei regni della Regina, tutto appartiene alla Corona. Ciò include ogni singolo pezzo di terra in Australia, Nuova Zelanda, Canada, Giamaica, Papua Nuova Guinea e il resto del Commonwealth. Per dirla semplicemente, la regina Elisabetta possedeva per legge tutte le terre di ogni nazione del Commonwealth, terre che alla sua morte sono state automaticamente trasferite ad un nuovo proprietario. In totale, la terra di proprietà della Regina ammontava a 2,6 miliardi di ettari in tutto il mondo, o circa un sesto di tutta la superficie del pianeta, tra cui circa la metà dell’Antartide, attraverso le rivendicazioni fatte da Australia, Regno Unito e Nuova Zelanda. Subito dopo la morte della regina, la sua corona, i suoi titoli e le sue proprietà sono passati legalmente al figlio, il nuovo re regnante, Carlo III, che, in un solo istante, è diventato il più grande proprietario terriero del pianeta. Dopo essere diventato re, Carlo ha anche ereditato alcuni poteri incredibili, come l’essere completamente immune all’accusa, il che significa che non potrà mai essere arrestato o processato per alcun crimine. Inoltre, non ha più bisogno di un passaporto per viaggiare, poiché, per legge, tutti i passaporti sono emessi a suo nome.

Ma uno dei poteri più preziosi è di poter nascondere e far crescere la ricchezza della corona. Carlo è legalmente esentato dal pagare qualsiasi forma di tassa, e la sua famiglia è anche completamente immune da qualsiasi richiesta di informazioni da parte della magistratura. Il che rende molto più facile nascondere o proteggere i propri beni. Come riportato dal quotidiano The Guardian, tale segretezza è una tradizione apparentemente iniziata negli anni ’70, dopo che la Regina ha apparentemente bloccato alcune leggi che le avrebbero richiesto di rivelare tutto ciò che possedeva. Questo fatto è stato scoperto dalla stampa nell’esaminare documenti datati novembre 1973, anche se la famiglia reale ha completamente negato tale accusa. Ma c’è molto di più che Carlo ha ereditato oltre alla terra e al potere, il suo nuovo titolo regale è accompagnato da una folle quantità di altre risorse. Gran parte dei beni della corona non sono mai stati completamente noti al pubblico.

Uno dei più preziosi di questi è la Collezione Reale, un archivio di oltre mezzo milione di oggetti d’arte, tra cui oltre 7.000 dipinti. In altre parole, la più grande collezione d’arte privata al mondo, valutata oltre 10 miliardi di sterline. Ma non si tratta solo di collezionare storia. L’arte preserva la ricchezza della Corona. L’ultima volta che l’inflazione è stata così elevata, le opere d’arte si sono apprezzate in media del 33 % all’anno. Questo è il motivo per cui la Corona ha continuato ad aggiungere artisti come Andy Warhol al suo portfolio. Quindi, è ovvio che la famiglia reale è inimmaginabilmente ricca, e molta di tale ricchezza è nascosta mediante leggi e strutture progettate per nasconderne il valore. Per questo motivo, la famiglia reale opera più come un’enorme azienda globale piuttosto che come un ricco gruppo di parenti. All’inizio del secolo scorso, il padre di Elisabetta, re Giorgio VI, iniziò a riferirsi alla famiglia reale col nome di La Ditta, un titolo che la famiglia apparentemente usa ancora oggi. E secondo la rivista Forbes, La Ditta si è strutturata come un’azienda che ha 1.000 anni di storia. Oggi, La Ditta è composta da sette membri, il re Carlo e sua moglie Camilla, il principe William e sua moglie Kate, oltre a due dei figli della regina Elisabetta, la principessa Anna e il principe Edoardo, compresa la moglie di Edoardo, Sophie.

Anche il figlio della regina Elisabetta, il principe Andrea, era stato, un tempo, membro della Ditta. Tuttavia, dopo alcune gravi accuse che coinvolgevano alcuni viaggi in aereo su un’isola segreta, Elisabetta ha spogliato il principe della maggior parte dei suoi onori reali, incluso il suo posto nella Ditta. In totale, la Ditta gestisce quasi 28 miliardi di dollari di beni di cui siamo a conoscenza. Tuttavia, gran parte di questi beni sono stati ben nascosti nel tempo, con alcuni che stimano che il valore totale della Ditta sia più vicino ai 100 miliardi di dollari. E questo non include nemmeno la terra e le nazioni che la Corona possiede legalmente in tutto il mondo, che sono estremamente difficili da valutare.

Ma secondo alcune stime, la proprietà tecnica dell’Australia da parte della Corona potrebbe valere, da sola, oltre 5,8 trilioni di dollari. Fondamentalmente, se si tiene conto di tutto, la famiglia reale è di gran lunga la famiglia più ricca del pianeta, facendo apparire i secondi classificati. la famiglia reale saudita che ha un patrimonio netto stimato di 1,4 trilioni di dollari, molto piccoli in confronto. Ovviamente, la recente morte del capo della famiglia reale comporterà alcuni cambiamenti molto significativi. La transizione da Elisabetta a Carlo probabilmente costerà molto cara alla Gran Bretagna ed al resto del mondo. Con la morte della regina Elisabetta, ci saranno grandi cambiamenti in Gran Bretagna e nel suo impero. Entro un anno, tutta la valuta del Regno Unito dovrà essere rifatta per riflettere la morte del monarca e presto sarà stampata con il volto di Re Carlo, cosa che deve accadere anche nelle nazioni del Commonwealth.

Un periodo di lutto di 12 giorni e una nuova giornata di lutto nazionale costeranno care alle aziende britanniche. Per legge, anche i passaporti dovranno essere sostituiti per incorporare Carlo come capo dell’impero, alla pari dei francobolli, delle uniformi militari, di polizia ed istituzionali. Tutto sommato, si prevede che questi cambiamenti costeranno al Regno Unito un miliardo di dollari in totale, per non parlare degli enormi costi che dovranno essere sostenuti in tutto il resto del Commonwealth. La domanda che mi pongo personalmente è: “Chi pagherà effettivamente il conto?”

Non sono forse i contribuenti? E quello che trovo davvero interessante di tutta questa faccenda, che penso sia ben illustrato da questo video, è quanto potere abbia ancora oggi una singola famiglia sul nostro pianeta, soprattutto considerando che la maggior parte di noi probabilmente pensa che la monarchia sia qualcosa che è in gran parte svanita nella storia.

Crimea, Ucraina e caduta degli imperi

Sempre i britannici sono la fonte originale della prima guerra mondiale, questo è ormai documentato in modo estremamente dettagliato, ne parlo nella sezione nuova ordine mondiale e hanno lavorato per vent’anni preparando la prima guerra mondiale in modo da farla scoppiare appunto perché era il momento giusto quello per far crollare l’impero ottomano e per tale crolla hanno coinvolto gli arabi in particolare ci siamo adesso, torniamo all’argomento di cui stavo parlando, la famiglia saudita, la famiglia regnante saudita che all’epoca era considerata dagli altri arabi una sorta di banda di banditi o qualcosa del genere ma che venne portata in una posizione di preeminenza dai britannici che volevano naturalmente sia sfruttare il momento per conquistare il quanto più possibile risorse dell’impero ottomano o comunque impedire che finissero sotto controlla la Russia e in più volevano esercitare un controllo importante sul petrolio nel Medio Oriente ed in Persia che poi sarebbe diventata Iran perché avevano capito che il petrolio sarebbe stato il futuro.

Vi ricordo che la prima rivoluzione industriale che ha visto proprio la sua sede primaria in Gran Bretagna era basata sul carbone, sulle macchine a vapore e il carbone è una delle risorse sicuramente abbondanti in Gran Bretagna mentre invece il petrolio no e di conseguenza i britannici avevano l’occhio su quello che succedeva in Medio Oriente perché avevano capito che lì c’erano dei depositi importanti come pure naturalmente in Russia. Quindi lo scenario che oggi vedete è una prosecuzione di una guerra iniziata a metà dell’ottocento, la guerra di Crimea proseguita con la prima guerra mondiale voluta, sponsorizzata, organizzata e provocata dai britannici e poi della seconda guerra mondiale che è semplicemente una prosecuzione della prima che ha sostanzialmente l’obiettivo di rigenerare l’impero britannico attraverso una fusione con quello che potrebbe essere un impero americano a spese della Russia, a spese del Medio Oriente.

Se avete questo punto di vista allora capirete meglio qual è la situazione in cui ci troviamo e anche qual è il motivo per cui i neoconservatori americani sono così dedicati a sconfiggere tutti i costi della Russia e a riconquistare il controllo della Crimea, perché la guerra di Ucraina riguarda unicamente la Crimea, non riguarda nient’altro e riguarda la lottizzazione della federazione russa che deve essere disgregata e lottizzata in piccoli pezzi un po’ come hanno fatto nei Balcani.

Le origini fratricide dell’impero

[Palki Sharma]

Flashback, l’anno è il 1066, quindi non ci sono macchine fotografiche, e oggi useremo solo ritratti. William, 38 anni, è sbarcato sulle coste della Gran Bretagna. è sbarcato in questo luogo, chiamato Pevensey, di fronte alle coste della Francia. Il suo esercito contava circa 7.000 uomini. Ma cosa ci faceva in quel posto? Stava cercando di sconfiggere Harold, il re d’Inghilterra. E posso anticiparvi sin d’ora che Harold perse. Il suo esercito fu sconfitto ed il re stesso venne ucciso nella battaglia di Hastings. Da quel momento in poi, l’Inghilterra avrebbe avuto un nuovo re, un conquistatore trentottenne di nome William, o Guglielmo, che fu incoronato proprio in questo edificio il giorno di Natale dell’anno 1066. Vi sembra familiare? Si tratta dell’Abbazia di Westminster, la stessa chiesa dove oggi Re Carlo ha ricevuto la sua corona. Carlo e Guglielmo sono separati da 34 generazioni. Guglielmo fu il primo re normanno, Carlo è l’ultimo.

A separarli c’è una storia di potere, di violenza e di ambizione. Una storia di parenti assassinati e di colonie saccheggiate. Pensavate che la faccenda di Meghan Markle fosse uno scandalo? Aspettate di sentire questa storia. Torniamo ai giorni quando internet ancora non esisteva. Sono passati 34 anni da quando Guglielmo conquistò l’Inghilterra. Il suo terzo figlio è salito sul trono. Anche lui si chiama Guglielmo, per la precisione Guglielmo secondo. Questa è la famiglia reale inglese. Grande potenza, poca creatività nei nomi. In ogni caso, un giorno Guglielmo II stava cacciando nel sud dell’Inghilterra, quando arrivò il disastro. Il nobile al suo seguito lo uccise con una freccia. La cosa curiosa è che nessuno si prese nemmeno la briga di recuperare il cadavere. Fu un fabbricante di frecce che alla fine trovò il corpo del re. Vi sembra strano?

Molti storici sarebbero d’accordo e puntano il dito contro il fratello minore di Guglielmo, Enrico. Costui era un uomo che non aveva tempo da perdere. Per prima cosa, mise al sicuro il tesoro a Winchester, dopo di che si precipitò a Londra e si fece re. Si dice che sia stato proprio lui a far uccidere il fratello maggiore, e la storia reale del Regno Unito è piena di tradimenti e di omicidi di questo tipo. Ma come si suol dire, chi la fa l’aspetti. Basta chiedere al pronipote di Enrico, re Giovanni, che salì al trono nel 1199, ma che aveva un rivale, il figlio di suo fratello di nome Artù. Indovinate cosa ha fatto Re Giovanni al suo rivale di 16 anni. Per prima cosa ordinò che gli venissero rimossi gli occhi e i genitali, ma la richiesta era talmente crudele, che persino il carceriere si rifiutò di attuarla, così il re prese in mano la situazione, uccise personalmente suo nipote e ne gettò il corpo in un fiume. Ma quello era solo un segno delle cose a venire.

Balziamo quindi al quindicesimo secolo mentre si stava svolgendo uno dei capitoli più sanguinosi della storia inglese. Si chiamava la Guerra delle Rose, ma non c’era niente di roseo a riguardo, perché furono 30 anni di guerra civile barbara e spietata. Le due fazioni combattenti erano la Casa di Lancaster e la Casa di York. I loro eserciti si scontrarono in una famosa battaglia nel 1471. Vinsero gli York, ma fu un bagno di sangue. Circa 2.000 soldati dei Lancaster furono massacrati. Quel posto ancora si chiama il Prato di Sangue. Finita la guerra, gli York si misero a governare. Il loro re era Edoardo quarto, grande generale, pessimo fratello. Cominciò a sospettare di suo fratello Giorgio, il duca di Clarence. Ormai sapete dove stiamo andando a parare. Edoardo imprigionò il fratello e lo fece uccidere, annegandolo in una botte di vino. Non è la mia idea di una morte dolce. Ma come ho detto, chi la fa l’aspetti. Edoardo IV morì nel 1483.

Il suo successore fu un altro Edoardo, il figlio dodicenne. Il ragazzo si stava dirigendo a Londra quando lo zio lo fermò. Mise Edoardo e suo fratello nella Torre di Londra. Da allora, nessuno li ha più visti. Lo zio si fece re, ma decenni dopo, due scheletri furono trovati nella Torre. Non sappiamo se fossero di Edoardo e di suo fratello. Lo zio assassino non rimase re a lungo. Appena due anni dopo, perse il trono. Se pensate che le cose siano state violente finora, aspettate di sentire il seguito. Quello che avete appena visto è solo un assaggio. Siamo solo all’inizio. La sconfitta del nostro zio assassino, segnò l’inizio di un nuovo regno. La casa dei Tudor. Hanno avuto cinque monarchi, di cui uno spicca. Enrico VIII. Diventare sua moglie era come giocare alla roulette russa. Un’impresa molto rischiosa. Enrico divorziò da due delle sue mogli e ne giustiziò altre due. In effetti aveva un debole per le esecuzioni. In 36 anni ha giustiziato circa 57.000 persone, vale a dire circa quattro persone al giorno.

Tra le vittime c’era Thomas Cromwell, grande statista, e riformatore, e primo ministro di Enrico. Tra i suoi compiti, ce n’erano due molto importanti. Uno era di combinare matrimoni per il re. Il secondo era di riformare il cristianesimo. Entrambi causarono la sua rovina. Enrico finì naturalmente per avere un matrimonio problematico con la sposa scelta per lui da Cromwell. E, come risultato, Cromwell perse la testa. Anche la figlia di Enrico, Elisabetta I, aveva una vena vendicativa. Infatti è leggendaria la sua rivalità con Maria, la regina di Scozia che era anche cugina di Elisabetta. Ma ciò non le impedì di fare quello che ha fatto.

Elisabetta imprigionò Maria per 18 anni e mezzo. Poi, nel 1587, la fece giustiziare. Ci vollero tre colpi d’ascia per decapitarla. Una scena che supera persino Game of Thrones. Ma la storia di Maria non finisce qui. Elisabetta morì senza figli. Indovinate chi le successe al trono? Il figlio di Maria, la stessa Regina giustiziata da Elisabetta. Salì al trono nel 1603. Quello era più o meno il periodo in cui la Gran Bretagna iniziava a pensare alle colonie.

Presto la loro sete di sangue sarebbe stata esportata in tutto il mondo, ma ne parleremo meglio più avanti. Riprendiamo la nostra storia e vediamo che, intorno alla metà del XVII secolo, divenne re Carlo I, un sovrano delirante, che pensava di essere stato nominato da Dio. Nonostante il Parlamento non fosse d’accordo, Carlo I andò comunque in guerra, fu sconfitto nel 1645 e giustiziato tre anni dopo. La Gran Bretagna divenne una repubblica giustiziando il re e quindi si trovò, per un periodo, senza nessun regnante, nessuna famiglia reale. Ma, come si suol dire, la coda di un cane non può mai essere raddrizzata, e nel 1660 i reali tornarono al potere con Carlo II, diventato re dopo secoli di uccisioni di figli, di fratelli e di nipoti. La reinsediata famiglia reale era pronta per la fase successiva del colonialismo. Ora chiudete gli occhi e scegliete un qualsiasi paese sul globo, ed è probabile che la Gran Bretagna lo abbia invaso.

Circa il 90% di tutte le nazioni sono state invase dagli inglesi, e l’Inghilterra è diventata la superpotenza del diciottesimo secolo. Qual era il loro modello economico? La schiavitù. Per essere chiari, la Gran Bretagna non è stata la prima a dedicarsi alla tratta degli schiavi. Le prime nazioni schiaviste sono state il Portogallo e la Spagna, ma la Gran Bretagna ne ha perfezionato la tecnica. Hanno trasportato circa 3,4 milioni di africani nelle loro colonie. 2,7 milioni arrivarono vivi, tutti gli altri morirono. Tutto questo avvenne con l’approvazione reale. Ricordate Carlo II? Durante il suo regno, fu istituita la compagnia degli avventurieri reali in Africa. Ma non c’era niente di avventuroso. Questa compagnia ha spedito più schiavi di qualsiasi altra. Tra i suoi azionisti c’erano anche membri della famiglia reale. Quindi, se Carlo II istituzionalizzò la schiavitù, Carlo III, il re sul trono al momento, ne sta portando il fardello. I suoi antenati diretti comprarono schiavi in Virginia. Tuttavia, non abbiamo ancora sentito le scuse.

Guardando indietro, cosa possiamo pensare di questo impero? Di questo trono. È stato costruito sul sangue dei parenti assassinati. Sul sudore e sul sangue degli schiavi e dei sudditi coloniali. Secondo alcuni resoconti, oltre 100 milioni di indiani morirono prematuramente a causa della politica britannica. 100 milioni di indiani in soli 40 anni. I britannici hanno anche sottratto risorse per un valore di 45 trilioni di dollari, che corrisponde a 15 volte l’attuale PIL della Gran Bretagna. Il mondo intero ha dovuto pagare per gli errori della famiglia reale.

La prima guerra mondiale ne fu un esempio. Non mi credete? Date un’occhiata a questi uomini. Hanno lo stesso aspetto, non è vero? Beh, sono tutti cugini. Uno è Giorgio V, re d’Inghilterra. L’altro è lo zar Nicola II di Russia. Il terzo è il Kaiser Guglielmo II di Germania. Tutti e tre erano sovrani durante la prima guerra mondiale e tutti e tre erano anche cugini. La loro rivalità ha portato alla morte di 20 milioni di persone.

Questo flashback è un promemoria della vera storia del trono britannico. Del sangue che hanno versato, degli innocenti che hanno giustiziato e delle terre che hanno saccheggiato.

Ora nel video che sto per proporvi si parla di Cromwell. Ci sono due Cromwell nella storia britannica. Oliver Cromwell era uno statista e soldato inglese che fu tra i principali sostenitori dell’esecuzione di Carlo I e dell’esilio di Carlo II, quindi la fine del regno, del potere monarchico in Gran Bretagna e che quindi viene considerato un eroe nazionale in Inghilterra, anche perché gli inglesi hanno sempre combattuto contro i loro regnanti in tutti i modi possibili e immaginabili e sono riusciti a scalzarli in un certo periodo storico, salvo che dopo la morte di Cromwell, di Oliver Cromwell, Carlo II ritornò al potere, come vedremo tra poco.

Thomas Cromwell aveva lontano rapporto di parentela con Oliver Cromwell, venne diverse generazioni dopo, ma fu uno statista anche lì, molto importante, sotto Enrico VIII, il famoso re Enrico VIII, e si occupò sempre Thomas Cromwell della riforma del cristianesimo inglese separandosi dall’autorità del Vaticano. Vi ricordate che Enrico VIII cambiava moglie con facilità, aveva chiesto il consenso al Papa per potersi divorziare dalla moglie, il Papa non glielo diede, allora lui separò la Chiesa inglese da Roma, dal Vaticano, e creò quindi una spaccatura all’interno del XIV, diventando capo della Chiesa anglicana appunto.

Meghan Markle è la duchessa di Sussex, è un’imprenditrice ed attrice americana che ha sposato il principe Harry, che è il duca di Saxe, che è il più giovane di figli di Carlo III, l’attuale re di Inghilterra. Bene, quindi fatta questa premessa, ora vi propongo un video di Palki Sharma, della testata First Post, è una giornalista indiana che abbiamo visto anche in passato, molto competente, che ha fatto una ricerca che secondo me è molto interessante. Ecco il video.

Un trono contaminato dalla crudeltà e dalla spietatezza

[Palki Sharma]

Flashback, l’anno è il 1066, quindi non ci sono macchine fotografiche, e oggi useremo solo ritratti. William, 38 anni, è sbarcato sulle coste della Gran Bretagna. è sbarcato in questo luogo, chiamato Pevensey, di fronte alle coste della Francia. Il suo esercito contava circa 7.000 uomini. Ma cosa ci faceva in quel posto? Stava cercando di sconfiggere Harold, il re d’Inghilterra. E posso anticiparvi sin d’ora che Harold perse. Il suo esercito fu sconfitto ed il re stesso venne ucciso nella battaglia di Hastings. Da quel momento in poi, l’Inghilterra avrebbe avuto un nuovo re, un conquistatore trentottenne di nome William, o Guglielmo, che fu incoronato proprio in questo edificio il giorno di Natale dell’anno 1066. Vi sembra familiare? Si tratta dell’Abbazia di Westminster, la stessa chiesa dove oggi Re Carlo ha ricevuto la sua corona. Carlo e Guglielmo sono separati da 34 generazioni. Guglielmo fu il primo re normanno, Carlo è l’ultimo.

A separarli c’è una storia di potere, di violenza e di ambizione. Una storia di parenti assassinati e di colonie saccheggiate. Pensavate che la faccenda di Meghan Markle fosse uno scandalo? Aspettate di sentire questa storia. Torniamo ai giorni quando internet ancora non esisteva. Sono passati 34 anni da quando Guglielmo conquistò l’Inghilterra. Il suo terzo figlio è salito sul trono. Anche lui si chiama Guglielmo, per la precisione Guglielmo secondo. Questa è la famiglia reale inglese. Grande potenza, poca creatività nei nomi. In ogni caso, un giorno Guglielmo II stava cacciando nel sud dell’Inghilterra, quando arrivò il disastro. Il nobile al suo seguito lo uccise con una freccia. La cosa curiosa è che nessuno si prese nemmeno la briga di recuperare il cadavere. Fu un fabbricante di frecce che alla fine trovò il corpo del re. Vi sembra strano?

Molti storici sarebbero d’accordo e puntano il dito contro il fratello minore di Guglielmo, Enrico. Costui era un uomo che non aveva tempo da perdere. Per prima cosa, mise al sicuro il tesoro a Winchester, dopo di che si precipitò a Londra e si fece re. Si dice che sia stato proprio lui a far uccidere il fratello maggiore, e la storia reale del Regno Unito è piena di tradimenti e di omicidi di questo tipo. Ma come si suol dire, chi la fa l’aspetti. Basta chiedere al pronipote di Enrico, re Giovanni, che salì al trono nel 1199, ma che aveva un rivale, il figlio di suo fratello di nome Artù. Indovinate cosa ha fatto Re Giovanni al suo rivale di 16 anni. Per prima cosa ordinò che gli venissero rimossi gli occhi e i genitali, ma la richiesta era talmente crudele, che persino il carceriere si rifiutò di attuarla, così il re prese in mano la situazione, uccise personalmente suo nipote e ne gettò il corpo in un fiume. Ma quello era solo un segno delle cose a venire.

Balziamo quindi al quindicesimo secolo mentre si stava svolgendo uno dei capitoli più sanguinosi della storia inglese. Si chiamava la Guerra delle Rose, ma non c’era niente di roseo a riguardo, perché furono 30 anni di guerra civile barbara e spietata. Le due fazioni combattenti erano la Casa di Lancaster e la Casa di York. I loro eserciti si scontrarono in una famosa battaglia nel 1471. Vinsero gli York, ma fu un bagno di sangue. Circa 2.000 soldati dei Lancaster furono massacrati. Quel posto ancora si chiama il Prato di Sangue. Finita la guerra, gli York si misero a governare. Il loro re era Edoardo quarto, grande generale, pessimo fratello. Cominciò a sospettare di suo fratello Giorgio, il duca di Clarence. Ormai sapete dove stiamo andando a parare. Edoardo imprigionò il fratello e lo fece uccidere, annegandolo in una botte di vino. Non è la mia idea di una morte dolce. Ma come ho detto, chi la fa l’aspetti. Edoardo IV morì nel 1483.

Il suo successore fu un altro Edoardo, il figlio dodicenne. Il ragazzo si stava dirigendo a Londra quando lo zio lo fermò. Mise Edoardo e suo fratello nella Torre di Londra. Da allora, nessuno li ha più visti. Lo zio si fece re, ma decenni dopo, due scheletri furono trovati nella Torre. Non sappiamo se fossero di Edoardo e di suo fratello. Lo zio assassino non rimase re a lungo. Appena due anni dopo, perse il trono. Se pensate che le cose siano state violente finora, aspettate di sentire il seguito. Quello che avete appena visto è solo un assaggio. Siamo solo all’inizio. La sconfitta del nostro zio assassino, segnò l’inizio di un nuovo regno. La casa dei Tudor. Hanno avuto cinque monarchi, di cui uno spicca. Enrico VIII. Diventare sua moglie era come giocare alla roulette russa. Un’impresa molto rischiosa. Enrico divorziò da due delle sue mogli e ne giustiziò altre due. In effetti aveva un debole per le esecuzioni. In 36 anni ha giustiziato circa 57.000 persone, vale a dire circa quattro persone al giorno.

Tra le vittime c’era Thomas Cromwell, grande statista, e riformatore, e primo ministro di Enrico. Tra i suoi compiti, ce n’erano due molto importanti. Uno era di combinare matrimoni per il re. Il secondo era di riformare il cristianesimo. Entrambi causarono la sua rovina. Enrico finì naturalmente per avere un matrimonio problematico con la sposa scelta per lui da Cromwell. E, come risultato, Cromwell perse la testa. Anche la figlia di Enrico, Elisabetta I, aveva una vena vendicativa. Infatti è leggendaria la sua rivalità con Maria, la regina di Scozia che era anche cugina di Elisabetta. Ma ciò non le impedì di fare quello che ha fatto. Elisabetta imprigionò Maria per 18 anni e mezzo. Poi, nel 1587, la fece giustiziare. Ci vollero tre colpi d’ascia per decapitarla. Una scena che supera persino Game of Thrones. Ma la storia di Maria non finisce qui. Elisabetta morì senza figli. Indovinate chi le successe al trono? Il figlio di Maria, la stessa Regina giustiziata da Elisabetta. Salì al trono nel 1603. Quello era più o meno il periodo in cui la Gran Bretagna iniziava a pensare alle colonie.

Presto la loro sete di sangue sarebbe stata esportata in tutto il mondo, ma ne parleremo meglio più avanti. Riprendiamo la nostra storia e vediamo che, intorno alla metà del XVII secolo, divenne re Carlo I, un sovrano delirante, che pensava di essere stato nominato da Dio. Nonostante il Parlamento non fosse d’accordo, Carlo I andò comunque in guerra, fu sconfitto nel 1645 e giustiziato tre anni dopo. La Gran Bretagna divenne una repubblica giustiziando il re e quindi si trovò, per un periodo, senza nessun regnante, nessuna famiglia reale. Ma, come si suol dire, la coda di un cane non può mai essere raddrizzata, e nel 1660 i reali tornarono al potere con Carlo II, diventato re dopo secoli di uccisioni di figli, di fratelli e di nipoti. La reinsediata famiglia reale era pronta per la fase successiva del colonialismo. Ora chiudete gli occhi e scegliete un qualsiasi paese sul globo, ed è probabile che la Gran Bretagna lo abbia invaso.

Circa il 90% di tutte le nazioni sono state invase dagli inglesi, e l’Inghilterra è diventata la superpotenza del diciottesimo secolo. Qual era il loro modello economico? La schiavitù. Per essere chiari, la Gran Bretagna non è stata la prima a dedicarsi alla tratta degli schiavi. Le prime nazioni schiaviste sono state il Portogallo e la Spagna, ma la Gran Bretagna ne ha perfezionato la tecnica. Hanno trasportato circa 3,4 milioni di africani nelle loro colonie. 2,7 milioni arrivarono vivi, tutti gli altri morirono. Tutto questo avvenne con l’approvazione reale. Ricordate Carlo II? Durante il suo regno, fu istituita la compagnia degli avventurieri reali in Africa. Ma non c’era niente di avventuroso. Questa compagnia ha spedito più schiavi di qualsiasi altra. Tra i suoi azionisti c’erano anche membri della famiglia reale. Quindi, se Carlo II istituzionalizzò la schiavitù, Carlo III, il re sul trono al momento, ne sta portando il fardello. I suoi antenati diretti comprarono schiavi in Virginia. Tuttavia, non abbiamo ancora sentito le scuse.

Guardando indietro, cosa possiamo pensare di questo impero? Di questo trono. È stato costruito sul sangue dei parenti assassinati. Sul sudore e sul sangue degli schiavi e dei sudditi coloniali. Secondo alcuni resoconti, oltre 100 milioni di indiani morirono prematuramente a causa della politica britannica. 100 milioni di indiani in soli 40 anni. I britannici hanno anche sottratto risorse per un valore di 45 trilioni di dollari, che corrisponde a 15 volte l’attuale PIL della Gran Bretagna. Il mondo intero ha dovuto pagare per gli errori della famiglia reale. La prima guerra mondiale ne fu un esempio. Non mi credete? Date un’occhiata a questi uomini. Hanno lo stesso aspetto, non è vero? Beh, sono tutti cugini. Uno è Giorgio V, re d’Inghilterra. L’altro è lo zar Nicola II di Russia. Il terzo è il Kaiser Guglielmo II di Germania. Tutti e tre erano sovrani durante la prima guerra mondiale e tutti e tre erano anche cugini. La loro rivalità ha portato alla morte di 20 milioni di persone.

Questo flashback è un promemoria della vera storia del trono britannico. Del sangue che hanno versato, degli innocenti che hanno giustiziato e delle terre che hanno saccheggiato.

Un trono contaminato dalla crudeltà e dalla spietatezza.

Lo scontro perenne tra Russia, Germania e Gran Bretagna

In base ad altre fonti che ho consultato, di ricercatori anche indiani che hanno condotto ricerche più approfondite, sembra che in totale i britannici abbiano provocato 140 milioni di morti durante il periodo coloniale in India, quindi possiamo considerare l’impero britannico il più avanti, se vogliamo, come genocidio sul pianeta, perché prima di loro c’erano stati molti altri che avevano fatto stragi di vaste dimensioni. Sappiamo per esempio in Cina un signore della guerra aveva ucciso da solo, da solo inteso con i suoi soldati, 500.000 cinesi, e poi sappiamo di massacri di cinesi condotti dai giapponesi, piuttosto che di tanti altri massacri nella storia.

La vita dell’uomo purtroppo su questo pianeta è segnata da numerosi massacri, però possiamo dire che a livello industriale i britannici siano quelli che finora hanno ancora il primo posto nella classifica dei genocidi. Quindi abbiamo visto il problema della prima guerra mondiale, abbiamo visto la situazione, il triangolo complicato dalla Gran Bretagna, Germania e Russia, che rappresenta fin dalla fine dell’Ottocento il motore che ha costantemente influenzato la direzione politica dell’Europa e dalla prima guerra mondiale in avanti anche degli Stati Uniti. Una cosa da tenere presente è che questo triangolo vede diverse forze in gioco. Le idee più distruttive sono sempre venute dalla Germania, che poi le ha trasferite in giro per l’Europa e ha trovato terreno fertile in Gran Bretagna, dove poteva sfruttare la notevole potenza dell’economia e la notevole potenza militare che ancora c’era nel Regno Unito per distribuire queste idee altrove.

Queste idee, tra cui c’è il comunismo naturalmente, vengono poi esportate di proposito in Russia per far crollare il Regno dello Zar e per creare il regime sovietico, che venne subito dopo, anche perché Russia ha sempre rappresentato un obiettivo preferenziale tanto per i tedeschi quanto per i britannici, visto che è ricca di risorse, ha dei confini enormi ed è sempre stato un potenziale concorrente nelle ambizioni imperialiste sia dei tedeschi che dei britannici e anche dei francesi. Però i francesi hanno avuto un ruolo relativamente poco importante, se vogliamo, nella storia recente dell’Europa, perché dopo la fine di Napoleone sono stati abbastanza in secondo piano.

Quindi l’idea che oggi continuiamo a vivere è questo triangolo che vede Russia, Germania e Gran Bretagna, le élite, alcune élite di queste nazioni, che vogliono continuare il percorso, dove in ogni caso in questo percorso Germania e Gran Bretagna sono spesso state unite contro la Russia. Questo anche perché la casa regnante al potere adesso in Gran Bretagna ha origini tedesche, fin dal 1700 e anche perché, anche come vedremo tra poco, anche durante il periodo nazista i rapporti tra Gran Bretagna e Germania erano piuttosto stretti, erano piuttosto vicini, c’erano molte affinità, tant’è che, questo viene citato nel libro “La nascita del quarto Reich”, nel 1941 Hitler mandò il proprio assistente personale, attraverso un viaggio segreto in Gran Bretagna, per concordare una pace, in modo da permettere all’Unione, a questo punto di nazisti, da Germania nazista e della Gran Bretagna, di combattere contro l’Unione Sovietica di Stalin.

Però purtroppo il viaggio non andò bene, ci fu un incidente aereo, il tempo inclemente mandò l’aereo fuori direzione, l’emissario venne catturato e fine le grinfie di Winston Churchill che invece era contrario a questo tipo di accordo di pace e di conseguenza l’accordo di pace non si fece, la guerra continuò e sappiamo come è andata a finire. Quindi questa è la storia della Seconda Guerra Mondiale, è un po’ diversa da quella che conosciamo e nel prossimo video vedremo alcune informazioni che secondo me getteranno una luce differente anche sulle origini del nazismo. Nel video si parla di John Maynard Keynes, che è un britannico, un economista britannico e che è l’autore del sistema finanziario ed economico su cui funziona l’Occidente e anche una parte dell’Oriente. Si usa il termine poliedrico che indica una persona che è molto brava e esperta in diversi campi.

Si parla dell’Eugenics Record Office, vale a dire dell’ufficio di censimento genetico o di registrazione genetica che raccoglieva informazioni genetiche biologiche e sociali sulla popolazione americana, di cui era direttore Harry Hamilton Loughlin, di cui si parla nel prossimo video e di cui vedremo anche in seguito, perché questo è un ufficio molto importante che avrà un ruolo determinante nei video che seguiranno. Bene, quindi adesso vi propongo il terzo video.

Alle origini dell’odio razziale e del nazismo

[Luke Pierce – Radical History Channel]

Dopo la resa delle forze tedesche nel 1945, i soldati alleati scoprirono l’orribile realtà dei campi di sterminio nazisti come Auschwitz, Dachau e Belsen. Almeno 11 milioni di persone, tra cui ebrei, slavi, disabili e omosessuali, erano stati uccisi a causa della politica genocida nazista. Questa politica era direttamente ispirata dalla pseudoscienza dell’eugenetica che sostiene l’idea che sia possibile ed auspicabile migliorare la qualità genetica di una popolazione umana. E, mentre gli Alleati, naturalmente aborrivano i crimini detestabili dei nazisti e punivano i loro trasgressori dopo la guerra, la scomoda verità è che la Gran Bretagna e l’America erano stati i terreni di coltura originali dove quelle stesse idee eugenetiche si erano sviluppate.

L’eugenetica moderna nacque nel XIX secolo per opera dello scienziato britannico Francis Galton, un poliedrico che ha fornito importanti contributi in molti campi. Galton, a sua volta, fu enormemente influenzato dalla teoria sull’origine delle specie formulata da suo cugino Charles Darwin. Nel primo capitolo della sua opera, Darwin sostiene che le diverse razze all’interno di una specie sono spesso prodotte attraverso un processo di procreazione selettiva, partendo da un antenato comune. Galton fu la prima persona ad applicare le idee di Darwin agli esseri umani, convinto che tratti come l’intelligenza e l’abilità fossero interamente determinati dalla genetica. Si chiese se fosse possibile ” Dare alle razze più idonee in termini di linea di sangue, maggiori possibilità di prevalere, rispetto a quelle che avrebbero avuto altrimenti”. Nel 1883, Galton diede il nome di eugenetica alla sua nuova idea, che definì come la scienza del miglioramento del ceppo razziale.

All’inizio del XX secolo, l’establishment al potere in Gran Bretagna era alla ricerca di modi per rendere la Gran Bretagna una nazione più forte, più sana e più produttiva. Le idee di Galton cominciarono ad attirare interesse. L’eugenetica era vista come una panacea. Se la popolazione fosse stata resa semplicemente migliore, allora tanti problemi sarebbero stati risolti, dalla criminalità alla povertà, alle malattie mentali. Il riformatore liberale William Beveridge, architetto dello stato sociale, e l’economista John Maynard Keynes, un pensatore chiave dell’economia liberale del XX secolo, erano entrambi sostenitori di spicco dell’eugenetica. Anche i liberali ed i progressisti britannici divennero entusiasti della sterilizzazione forzata che ritenevano potesse sradicare dalla popolazione i suoi tratti negativi. Questi tratti negativi andavano da specifiche disabilità mentali, a caratteristiche più astratte come la pigrizia o la criminalità, che molti all’epoca credevano fossero ereditate.

Nel 1907 fondarono la Società per l’Educazione Eugenetica. Sosteneva, tra le altre cose, che la povertà era radicata nella deficienza genetica delle classi lavoratrici e che, ai deboli di mente, doveva essere impedito di avere figli. Trent’anni prima di guidare la Gran Bretagna alla vittoria contro la Germania nazista, Winston Churchill era stato vicepresidente onorario, proprio della Società per l’Educazione Eugenetica. Nel 1910, Churchill avvertì il primo ministro Herbert Henry Asquith parlando “… del terribile pericolo posto alla nostra razza dalla moltiplicazione degli individui non idonei”. E come ministro dell’Interno, Churchill propose una serie di politiche eugenetiche, tra cui la sterilizzazione forzata e la prevenzione del matrimonio tra coloro che erano giudicati mentalmente inadatti. Progettò anche colonie di lavoro per i criminali deboli di mente. Quindi, molto prima che si sentisse parlare di Hitler, Churchill usava il linguaggio che sarebbe stato poi usato dai nazisti per descrivere coloro che non erano all’altezza degli standard della razza superiore. Più o meno nello stesso periodo, l’eugenetica mise radici negli Stati Uniti.

Nel 1906, l’inventore dei fiocchi di mais, Kellogg, fondò nel Michigan la Fondazione per il Miglioramento della Razza. Nel 1911, l’eugenista Charles Davenport fondò l’Eugenics Record Office a New York. Kellogg e Davenport credevano che le politiche eugenetiche potessero alleviare l’onere economico causato da alcuni membri indesiderabili della società, in particolare i disabili ed i malati mentali. Hanno goduto del sostegno finanziario di grandi fondazioni aziendali, tra cui il Carnegie Institute e la Fondazione Rockefeller. Organizzarono conferenze, stamparono annunci per matrimoni eugenetici e pubblicarono le loro ricerche su riviste e giornali. Le campagne di propaganda produssero il loro effetto. Nel 1907, lo stato dell’Indiana approvò la prima legge al mondo sulla sterilizzazione obbligatoria.

Nel 1924, altri 15 stati avevano approvato una legislazione simile. Queste leggi sono state approvate nella speranza che coloro che erano ritenuti inadatti a riprodursi ed i malati mentali non fossero in grado di trasmettere i loro geni inferiori alla generazione successiva. E queste erano politiche popolari. Un sondaggio della rivista Fortune del 1937 rilevò che due terzi degli americani erano favorevoli alla sterilizzazione eugenetica dei malati mentali e il 63% voleva la sterilizzazione dei criminali. Tra il 1907 e il 1963, oltre 65.000 persone furono sterilizzate contro la loro volontà. Rispetto alla popolazione americana, vennero prese di mira in numero sproporzionato le donne di colore, ispaniche e native americane. Questo dimostra quanto velocemente l’idea di sradicare i tratti negativi sia stata smascherata come un’agenda razzista.

L’eugenetica ha portato i politici americani ad agire in modo ancora più atroce della sterilizzazione forzata. Un rapporto della Carnegie del 1911 esplorò 18 diversi metodi potenziali per rimuovere gli attributi genetici difettosi e propose l’eutanasia come metodo numero 8. Un influente libro di testo americano, Eugenetica Applicata, di Paul Popenoe, dell’American Eugenics Society, sosteneva quanto segue: “il primo metodo che ci si offre per eseguire una pulizia della nostra base genetica è l’esecuzione capitale… Non dovremmo sottovalutarne il valore”. Queste idee furono effettivamente messe in pratica in alcuni stati. Un istituto psichiatrico della città di Lincoln, nello stato dell’Illinois, nutriva i suoi pazienti con latte che era stato infettato dalla tubercolosi in modo da uccidere i geneticamente deboli.

Per gli eugenisti di tutto il mondo, gli Stati Uniti erano un fulgido esempio. Nel libro Mein Kampf, pubblicato nel 1925, Hitler si prodigò di elogi nei confronti degli eugenisti americani. Affermò quanto segue: “ho studiato con grande interesse le leggi di diversi stati americani relative alla prevenzione della riproduzione da parte di individui la cui progenie… non sarebbe stata di alcun valore oppure sarebbe stata di peso al ceppo razziale”. Hitler e Churchill erano quindi d’accordo sul fatto che l’America stesse facendo un ottimo lavoro per sradicare gli inadatti attraverso una legislazione eugenetica. L’avvocato Madison Grant era un eugenista americano che Hitler ammirava particolarmente. Nel 1916, Grant pubblicò The Passing of the Great Race, Il tramonto della grande grazia, in cui lamentava l’inquinamento della razza nordica da parte di altre razze inferiori. Grant era un razzista più esplicito rispetto ai precedenti eugenisti.

Per lui, la soluzione era chiara. La popolazione americana aveva bisogno di essere purificata attraverso restrizioni all’immigrazione, riproduzione selettiva e sterilizzazione. Sosteneva che un rigido sistema di selezione attraverso l’eliminazione di coloro che erano deboli o inadatti avrebbe risolto l’intera questione nell’arco di 100 anni, oltre a sbarazzare l’America degli indesiderabili che affollavano le carceri, gli ospedali ed i manicomi. Il testo di Grant fu il primo libro non tedesco ad essere ristampato dai nazisti quando presero il potere. Hitler in persona scrisse a Grant dicendo che il libro era la sua bibbia. Hitler ammirava profondamente anche Henry Ford.

Oltre alla sua azienda automobilistica, Ford possedeva un giornale chiamato The Dearborn Independent, che dal 1920 in poi pubblicò regolarmente articoli sulla cosiddetta questione ebraica. Gli articoli impiegavano tutti i classici luoghi comuni cospiratori antisemiti, secondo cui gli ebrei governavano segretamente il mondo, controllavano i media e iniziavano guerre per il proprio profitto. Questi articoli si rivelarono molto popolari tra il pubblico americano e furono pubblicati in un libro intitolato The International Jew, L’ebreo internazionale che ebbe un’enorme influenza su molti leader del partito nazista.

Baldur von Schirach, capo della Gioventù Hitleriana, disse: “”Il libro antisemitico che ho letto e che, per me, è stato decisivo e che ha influenzato anche i miei camerati, è stato quello di Henry Ford, L’ebreo internazionale. Sono diventato antisemita dopo averlo letto …. Hitler teneva un grande ritratto di Ford nel suo ufficio, e nel 1938 Ford fu insignito della Gran Croce dell’Aquila tedesca, la più alta medaglia che la Germania nazista potesse conferire ad uno straniero.

Mentre l’eugenetica diventava popolare in Gran Bretagna ed in America, ci fu chi la vedeva per quello che era, vale a dire una pseudoscienza guidata più che altro dal razzismo, anziché dalla ricerca accademica. L’antropologo Franz Boas prese di mira l’idea eugenetica secondo cui è il nostro corredo genetico a determinare chi diventiamo. Boas sostenne invece che i nostri ambienti sociali e culturali giocano un ruolo molto più significativo nel plasmare il nostro carattere e le nostre capacità, di quanto possa fare il nostro DNA. Tra gli oppositori dell’eugenetica spiccava anche l’autore e filosofo inglese Chesterton. Nel 1913, quando il Parlamento britannico stava discutendo il Mental Deficiency Act, che portava al ricovero in manicomio di coloro che erano ritenuti mentalmente deficienti, Chesterton sostenne che lo scopo di tale ricovero era d’impedire il diritto di riprodursi a qualsiasi persona che questi propagandisti non ritenessero intelligente. Sottolineò che chiunque poteva essere accusato di deficienza mentale, dai vagabondi e dai braccianti, ai rustici eccentrici, concludendo con questa frase: “Questa è la situazione; e questa è la questione primaria… ci troviamo già sotto il controllo di uno Stato Eugenetico; e nulla ci rimane salvo la ribellione”. Questo era il grido di battaglia di Chesterton ai popoli d’Europa, molto prima che le realtà genocìde del pensiero eugenetico venissero portate alla luce. Ma il suo grido di battaglia rimase ignorato.

Quando Hitler divenne Cancelliere della Germania nel 1933, una delle prime leggi che approvò fu la Legge per la prevenzione della prole con malattie ereditarie, che consentiva la sterilizzazione obbligatoria dei cittadini con malattie genetiche. Questa legislazione si basava direttamente sul Modello di Legge sulla Sterilizzazione Eugenetica ideato dall’eugenista americano Harry Laughlin. La Germania imitava lo Stato americano, che aveva già approvato le stesse leggi. Harry Laughlin ricevette una laurea honoris causa dall’Università di Heidelberg, in Germania, per il suo lavoro nella scienza della pulizia razziale, e al suo ritorno dalla Germania nel 1934, un eugenista californiano si congratulò con i suoi colleghi dicendo: “Sarete interessati di sapere che il vostro lavoro ha giocato un ruolo potente nel formare le opinioni del gruppo di intellettuali che si trovano dietro ad Hitler in questo programma destinato a segnare una nuova epoca…” Sotto il regime nazista, oltre 400.000 persone furono sterilizzate contro la loro volontà. Tra loro c’erano disabili, ciechi, sordi, meticci, schizofrenici e persino alcolisti.

Nel 1935, due anni dopo l’inizio del programma di sterilizzazione, i nazisti approvarono le famigerate leggi di Norimberga che proibivano il matrimonio tra tedeschi ed ebrei ed escludevano gli ebrei dalla cittadinanza del Reich. Queste leggi gettarono le basi legali per la persecuzione degli ebrei in Germania. Facevano eco alla legislazione americana, in particolare alle leggi che vietavano il matrimonio tra bianchi ed americani di colore, e alle leggi sulla segregazione razziale, che istituzionalizzavano gli svantaggi economici, sociali ed educativi per gli afroamericani. Non ci volle molto per passare dalla sterilizzazione alla fase successiva della politica razziale nazista, il programma di eutanasia involontaria, chiamato Azione T4, che iniziò nel 1939. Come parte di tale programma, fino a 300.000 persone disabili furono uccise negli ospedali psichiatrici in tutta la Germania e nei territori occupati. I pazienti venivano trasferiti dai loro ospedali a centri di trattamento speciali gestiti da squadre di SS che indossavano camici bianchi per dare un senso di professionalità medica. Venivano poi trasferiti all’interno di docce comuni e gassati a morte usando bombole di monossido di carbonio. I loro corpi venivano cremati in massa ed i loro parenti ricevevano falsi certificati di morte. Lo stesso modello di eutanasia fu ampliato come parte della soluzione finale della questione ebraica. Alla fine del 1941 furono costruiti i primi campi di sterminio nei territori occupati. Si trattava di luoghi progettati appositamente per il genocidio.

Non è difficile vedere come la stessa ideologia eugenetica che ha portato alla sterilizzazione forzata, abbia portato anche alla segregazione, all’eutanasia forzata e, infine, ai campi di sterminio della Germania nazista. Raggiungendo la sua massima espressione, il movimento eugenetico nato in Gran Bretagna aveva ispirato l’Olocausto, rivelandosi per quello che era veramente, vale a dire un progetto genocida di pulizia razziale. Il sostegno all’eugenetica diminuì drammaticamente durante gli anni ’40, quando emersero notizie di ciò che stava accadendo ad Auschwitz ed in altri campi di sterminio, sotto forma di resoconti di testimoni oculari di prigionieri evasi ed informazioni trapelate dall’alto comando nazista. Ciò che seguì fu una riscrittura della storia che cancellò il ruolo svolto dal Regno Unito e dagli Stati Uniti nello sviluppo dell’eugenetica. Nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, molte società eugenetiche cambiarono nome e gli ex eugenisti entrarono in altri campi della ricerca scientifica. I libri di storia usati nelle scuole non ne hanno mai parlato, ma le politiche eugenetiche hanno continuato ad essere portate avanti negli Stati Uniti. Recentemente, nel 2011, un rapporto ha rivelato che 148 detenute in due prigioni statali della California sono state sterilizzate senza un adeguato consenso informato, tra il 2006 e il 2011.

 Negli anni del dopoguerra, la Gran Bretagna e l’America hanno contribuito a perseguire i leader nazisti durante il processo di Norimberga. Ma come scrisse il procuratore capo degli Stati Uniti al presidente Harry Truman, gli Alleati stessi avevano fatto o stavano facendo le stesse cose di cui accusavano i tedeschi. Come dice il vecchio proverbio, le storie vengono raccontate da chi governa il mondo. L’eugenetica britannica e americana è una storia che non è mai stata raccontata, forse perché è semplicemente troppo doloroso ammettere il nostro coinvolgimento. È più facile far finta che non sia mai successo.

Ma le parole “mai più” suoneranno più vere solo se raccontiamo la storia del nostro passato e riconosciamo il ruolo svolto dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti nell’ascesa del movimento eugenetico, un movimento che è stato fondamentale per lo sviluppo dell’ideologia genocida di Hitler.

Il contributo italiano all’eugenetica

Come vediamo i primi a sperimentare un genocidio su vasta scala sono stati proprio i britannici che hanno causato la morte di, si stima, 140 milioni di indiani e l’idea genocida avviene soprattutto dalle tesi di Darwin applicate agli esseri umani. Quindi l’essere umano come animale che si evolve da altri animali e che quindi in quanto tale può essere soppresso negli interessi della sopravvivenza di altri animali della razza e quindi la purità raziale come elemento, come obiettivo desiderabile e necessario.

Di fatto la tesi di Darwin è molto difficile dimostrare perché non appena si cerca di andare all’indietro sull’albero genealogico non si tende a confluire verso una singola origine, verso un singolo capostipite come vorrebbe Darwin, ma in realtà succede esattamente il contrario e di questo parleremo in un altro video perché c’è una persona che lo spiega molto bene e vi voglio proporre una spiegazione specifica proprio in materia.

Ma parlando di Gran Bretagna è giusto anche ricordare che personaggi di questo tipo c’erano anche in Italia. Diciamo il capostipite dell’eugenetica in quel periodo era Cesare Lombroso, considerato uno dei padri della criminologia, che sosteneva, come facevano gli eugenisti britannici ed americani, che le tendenze criminali fossero di origine in Italia. Quindi il criminale era tale per ragioni fisiche, si comportava così non per propria responsabilità ma perché non poteva fare diversamente, quindi non era davvero responsabile dei crimini. In più, sempre secondo Lombroso, i criminali potevano essere riconosciuti esaminando malformazioni fisiche, di conseguenza la criminalità era una caratteristica del proprio corpo, cosa che invece naturalmente non si è dimostrata reale. Lombroso si definì anche il fondatore, si autodefinì il fondatore della moderna psichiatria scientifica, così come lui la chiamava, e fu anche un esponente del razzismo scientifico che fu usato come base per le legge antisemite durante il fascismo e che sosteneva la sopramazia assoluta della razza bianca. Fu sempre lui ad iniziare la teoria che vediamo circolare a volte, che sostiene che c’è un legame tra genialità e follia, quindi un genio deve essere anche folle per poter essere genio, da quello che lui ci dice.

Ora, quello che comprendiamo da questa prima puntata di questo percorso storico che ci porterà sempre più a dentro a vicende che credo troverete interessanti, è che la gente tende a essere influenzata dalla propaganda, anche quando questa propaganda propone lo sterminio di altre persone per il cosiddetto bene della razza, e in queste circostanze le voci d’opposizione rimangono spesso inascoltate, ma ciò nonostante bisogna perseverare, perché fondamentalmente poi le persone alla fine arrivano a capire. Ma sono facce di preda di questi criminali, nel momento in cui i criminali creano paura nei confronti di un gruppo, additano una razza particolare, un gruppo sociale particolare, come la fonte di tutti i mali, come la fonte del pericolo, e fanno sì che le altre componenti della società li combattano.

Questo è il meccanismo standard che viene utilizzato, l’abbiamo visto durante il Covid, l’abbiamo visto durante il periodo nazista nei confronti degli ebrei, che sono stati indiscriminatamente attaccati e massacrati, e abbiamo visto addirittura che Henry Ford è stato uno dei principali fautori di questa teoria, che prevede appunto il fatto che tutti i criminali del mondo fossero solo ebrei, e che quindi la stermina degli ebrei avrebbe risolto i problemi del mondo, cosa che naturalmente non è vera. Ci sono, c’erano e ci sono criminali, naturalmente anche tra gli ebrei, come ci sono tra i cristiani e tutti gli altri. È un fatto della vita. Abbiamo anche scoperto che gli eugenisti si sono ricollocati dopo la fine della guerra, e nei prossimi video cercheremo di scoprire dove.

Roberto Mazzoni

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